Orafo rapinato, c’era un basista

23 Ottobre 2014

Rotolo spiato e pedinato per giorni, si cerca la vettura utilizzata dai tre banditi

SULMONA. Sarebbe stato un basista del posto a studiare le abitudini del rappresentante di gioielli di Sulmona e a riferirle ai malviventi autori della rapina che ha fruttato quasi 500 mila euro. Ne sono convinti gli ispettori della squadra anticrimine del commissariato peligno che da martedì mattina stanno battendo a tappeto l’intero circondario per cercare di venire a capo della vicenda. Molti particolari dell’agguato farebbero infatti supporre che a mettere al corrente delle abitudini del gioielliere sia stata una persona che lo conosceva bene e che soprattutto sapeva come Carlo Rotolo si muoveva prima di iniziare il giro dei suoi clienti. I poliziotti guidati dall’ispettore capo Daniele L'Erario hanno bussato casa per casa di via Ugo La Malfa, dove è avvenuto l’agguato al gioielliere, alla ricerca di particolari utili all’indagine e alla fine sarebbe uscito fuori un testimone che avrebbe assistito ai drammatici momenti dalla rapina. Ma che si sarebbe guardato bene dal chiamare i numeri di emergenza per avvisare la polizia o i carabinieri. Una telefonata più tempestiva avrebbe consentito alle volanti in servizio di raggiungere il luogo dell’aggressione in poco tempo. Intanto, non si trova nemmeno l’auto utilizzata dai tre rapinatori per raggiungere e per allontanarsi dal luogo dell'agguato. I testimoni e lo stesso gioielliere che nel corso dei drammatici momenti dell’aggressione è stato colpito con il calcio della pistola alla testa, hanno riferito di aver visto i rapinatori allontanarsi con il bottino su una Citroen Saxo di colore scuro. (c.l.)

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