Ordine forense all’attacco: «In Comune troppi avvocati»

21 Maggio 2018

Il presidente Peretti chiede al sindaco la trasmissione della pianta organica Nel mirino (su segnalazione dell’Ugl) il ruolo di due dirigenti in sezioni speciali 

L’AQUILA. Una nuova contestazione al funzionamento della macchina comunale arriva dall’Ordine degli Avvocati dopo una segnalazione dell’Ugl.
Il presidente dell’Ordine, Carlo Peretti, ha chiesto al sindaco la trasmissione della pianta organica, «con riferimenti al settore avvocatura generale e sue eventuali appendici, nonché al settore valorizzazione e controllo delle società partecipate, Centro anziani e ai settori anagrafe e risorse umane di cui gli avvocati Paola Giuliani e Ilda Coluzzi risulterebbero dirigenti».
Nel mirino, dunque, le sezioni specializzate legali, ovvero strutture autonome e distaccate dal settore avvocatura con dirigenti preposti a trattare materie legali che, secondo la segnalazione, spettano solo all’avvocatura. Di lì la richiesta di Peretti per vederci chiaro. Secondo quanto gli ha segnalato l’Ugl, ora primo sindacato in Comune, il legislatore ha previsto la possibilità di attribuire incarichi ulteriori ai dirigenti avvocati dei settori legali, ma non ha previsto la possibilità contraria: che i dirigenti di altri settori che non facciano parte dell’ufficio legale possano ottenere l’iscrizione all’albo professionale forense, violando le disposizioni normative.
Il Comune dell’Aquila, secondo quanto sostiene il sindacato nella nota a Peretti, ha eluso questo dettato normativo con una deliberazione di giunta del 2016 confermata da una seconda recente deliberazione. Viene precisato che le sezioni specializzate non fanno parte in alcun modo dell’Avvocatura e sono del tutto autonome anche per le spese e le entrate.
Queste sezioni specializzate. inoltre, non si occupano di contenzioso relativo alla ricostruzione essendo competenti a gestire unicamente le cause in materia di appalti, lavori, espropri, usi civici, un contenzioso che genera annualmente un numero di cause limitate. Per cui, secondo la segnalazione del sindacato, le due dirigenti, pur nella loro indubbia professionalità, sono «incompetenti». Viene inoltre evidenziato che la stessa Coluzzi ha emesso dei provvedimenti che sono stati poi contestati da alcuni dipendenti, cosa che ha determinato un contenzioso. In tal caso si potrebbe contestare, ipoteticamente, il mancato rispetto del principio di terzietà dell’avvocato rispetto ai fatti di causa.
Si tratta, va precisato, di critiche che vengono fatte al Comune, e non alle dirigenti in questione. Infine, viene posta l’attenzione anche su un’altra riflessione: se con una semplice modifica di pianta organica si prevede la figura di un dipendente avvocato per ogni settore dell’ente, verrebbe elusa l’interpretazione restrittiva del Consiglio nazionale forense sull’iscrizione di pubblici dipendenti all’albo degli avvocati.
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