Ordine regionale psicologi, 10 consiglieri su 15 contro il presidente

18 Febbraio 2021

Dieci consiglieri su 15 dell’Ordine regionale degli psicologi chiedono un passo indietro al presidente. «Il Consiglio dell’Ordine», scrivono, «è l’organismo di indirizzo e controllo che esprime a...

Dieci consiglieri su 15 dell’Ordine regionale degli psicologi chiedono un passo indietro al presidente. «Il Consiglio dell’Ordine», scrivono, «è l’organismo di indirizzo e controllo che esprime a maggioranza il presidente. L’attuale Consiglio del nostro Ordine regionale è stato votato nel dicembre 2019 e rappresenta quasi 3.000 iscritti. I 15 consiglieri insediatisi hanno eletto a maggioranza il dottor Giuseppe Bontempo. A un anno da quell’elezione, 10 consiglieri su 15, ben due terzi del consiglio, hanno ritenuto di chiedere le dimissioni del dottor Bontempo. Lunedì 8 febbraio è stata recapitata la mail certificata con tale richiesta. La gestione del presidente è ritenuta verticistica, escludente e sostanzialmente inadeguata. Il consiglio, nonostante le moltissime richieste, è stato convocato sporadicamente e con orario di chiusura. Pertanto, da un anno non riusciamo a esaurire l’ordine del giorno. Competenze esclusive del consiglio, come quelle deontologiche, delicate e importanti, vengono impropriamente avocate a sé dal presidente. Nomine e rapporti istituzionali avvengono senza che il consiglio venga informato. Potremmo continuare a lungo. Per queste e altre ragioni la maggioranza dei consiglieri, ben 10 su 15, ha chiesto le dimissioni del presidente; il vicepresidente e il tesoriere, condividendo quanto scritto, hanno rassegnato senza indugio le proprie dimissioni. Chiediamo pubblicamente al dottor Giuseppe Bontempo di prendere atto che non è più
rappresentativo del Consiglio dell’Ordine e di rassegnare senza ulteriori ed egoistici indugi le
proprie dimissioni da presidente. Ignorare tale richiesta, come sta accadendo, vorrebbe dire
continuare a confermare un atteggiamento irrispettoso e non all’altezza della comunità
professionale che si vuole rappresentare e tutelare, irriguardoso nei confronti del Consiglio e delle sue prerogative, irresponsabile in quanto si precipita l’Ordine in una situazione di conflitto,
sacrificandone il funzionamento per mero interesse personale». La lettera porta la firma dei consiglieri Maria Rosita Cecilia, Enrico Perilli, Paola Cerratti, Antonella Elsa Presutti, Cinzia D’Amico, Arturo Tenaglia, Marida D’Angelo, Luigi Zoppo, Giorgio Da Fermo, Marco Mancini.