Orsi annegati, il Wwf si rivolge alla Procura

Esposto sui mancati interventi. Ma il Parco d’Abruzzo autorizza la chiusura con pietre della vasca-killer
VILLAVALLELONGA. Il caso dei tre orsi morti annegati lo scorso 15 novembre in una vasca a Villavallelonga finisce sul tavolo della Procura di Avezzano grazie a un esposto presentato dal Wwf. Nella documentazione, depositata negli uffici giudiziari di via Corradini, l’associazione ambientalista ripercorre la vicenda. «Dalla ricostruzione effettuata emerge come sia le istituzioni che i privati indicati come proprietari della vasca fossero a conoscenza della situazione di pericolo», spiega Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo del Wwf, «nell’invaso già nel 2010 erano morti altri due orsi per il medesimo motivo. Dopo quel primo tragico episodio, solo nel 2012 era stato posizionato un recinto a protezione della vasca». Con il tempo questo recinto ha però ceduto p è stato rimosso. A fine agosto 2018, l’associazione Salviamo l’orso aveva informato l’Ente Parco della situazione di rinnovato pericolo; il 4 ottobre l’Ente aveva richiesto ai soggetti indicati come proprietari dell’area di intervenire con una messa in sicurezza, che però non è stata effettuata, fino al tragico epilogo di metà novembre. Solo il 16 novembre, il giorno dopo il ritrovamento degli orsi morti, il Comune di Villavallelonga con un’apposita ordinanza ha intimato ai proprietari di intervenire. «Nel nostro esposto si annuncia la volontà di costituirsi parte civile, nel caso si arrivi a un procedimento, si e auspica che si effettuino attente indagini al fine di un puntuale accertamento dei fatti per riscontrare ogni eventuale responsabilità», aggiunge Di Tizio. Per quanto riguarda la messa in sicurezza della vasca di Villavallelonga, è stato effettuato un primo intervento in emergenza: i guardiaparco hanno posizionato un recinto elettrificato e svuotato la vasca, «ma tale protezione non è definitiva né sufficiente», avvertono dal Wwf, «specialmente in vista delle nevicate invernali che possono danneggiare la recinzione e mettere fuori uso i pannelli solari di alimentazione». Dopo la prima messa in sicurezza, l’Ente Parco ha rapidamente autorizzato un progetto per la chiusura dell’invaso con pietre. «I lavori previsti per la messa in sicurezza sono da poco iniziati, bisogna ora procedere con celerità prima del peggioramento meteo», aggiungono dal Wwf, ribadendo la propria disponibilità «a collaborare», anche economicamente, agli interventi di messa in sicurezza definitiva. (f.p.)
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