Orsi da salvare coi cani antiveleno

Piano di intervento dopo i fatti di Pettorano: rafforzati i controlli
PESCASSEROLI. Cani antiveleno della Forestale in azione nel Parco nazionale d’Abruzzo. Nell’ambito delle attività di controllo finalizzate alla salvaguardia della fauna, e in particolare dell’orso bruno marsicano, i Coordinamenti territoriali per l’ambiente (Cta) assicureranno d’ora in poi la sorveglianza dell’area protetta con specifiche e continue azioni di intervento che vedranno in campo speciali unità cinofile. Ad annunciarlo i comandanti del Corpo forestale dello Stato dell’Abruzzo, Lazio e Molise – Ciro Lungo, Donato Monaco e Rosa Patrone – che hanno incontrato a Pescasseroli il presidente e il direttore del Parco, Antonio Carrara e Dario Febbo. L’incontro, nato anche a seguito delle recenti nomine dei responsabili della Forestale di Abruzzo e Lazio, inaugura così un nuovo corso alla collaborazione inter-istituzionale tra la direzione di una delle aree protette più importanti d’Europa e la forza di polizia, da sempre impegnata nella salvaguardia della biodiversità e nella tutela degli ecosistemi. Tra le questioni affrontate nel corso della riunione, la necessità di soluzioni condivise per la salvaguardia dell’orso bruno marsicano, che rischia di essere messa in pericolo non solo dal bracconaggio. Gli avvenimenti della settimana scorsa, la morte accidentale dell’orso Daniza in Trentino e l'’uccisione di un altro esemplare di orso a Pettorano, hanno sollevato molto clamore e reso di dominio pubblico un’emergenza ben conosciuta dagli addetti ai lavori. La popolazione di orso marsicano – circa 50 individui stimati nell’ultimo monitoraggio genetico realizzato nel 2011 dall’Università di Roma – rischia infatti l’estinzione a causa del bracconaggio oltre a epidemie e rischi sanitari.
Massimiliano Lavillotti
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