Orso in giardino, il nonno racconta «C’erano i bimbi, ci ha spaventati»

22 Giugno 2021

Le continue incursioni a Collarmele. Parla D’Alessandro che con i familiari si è imbattuto nell’animale Ieri si è svolto l’incontro tra la popolazione e il Parco. Quattro pattuglie ogni notte vigilano nella zona 

COLLARMELE. L’orso di Collarmele è finito sotto sorveglianza, nella speranza che le sue abitudini possano cambiare. Nel frattempo, la popolazione deve convivere con l’animale simbolo dell’Abruzzo, senza paure e adottando le dovute precauzioni. Un po’ questi i messaggi che arrivano al termine dell’incontro tra il Parco nazionale d’Abruzzo e la popolazione. Il cucciolo dell’orsa Amarena, battezzato Juan Carrito, da giorni si aggira nel comune marsicano.
L’ultima incursione nella proprietà di Gennaro D’Alessandro. L’uomo se l’è ritrovato davanti quando si trovava in compagnia dei nipotini.
«Sono tornato a casa verso le 19.45 e c’erano fuori mia moglie, mio figlio, mia nuora e i due bambini», ha raccontato D’Alessandro, «era caldo e stavamo decidendo se mangiare dentro o fuori. A un certo punto ho visto le galline scappare e dietro c’era l’orso che le inseguiva. Io e mio figlio abbiamo iniziato a strillare per farlo andare via, mentre mia moglie e mia nuora hanno portato via i bambini, che si sono spaventati. Ho chiamato il 112 e dopo poco sono arrivati i guardiaparco e i carabinieri forestali. Hanno cercato in tutti i modi di farlo uscire, ma non è stato facile. Sono riusciti dopo più di tre ore ad allontanarlo. Poi è scappato verso la ferrovia, con tutta la gente che lo guardava, si è arrampicato su un albero di ciliegie e alla fine è andato in un altro pollaio. È la terza volta che viene da me, fortunatamente nei prossimi giorni verranno i responsabili del Parco a mettermi la rete elettrificata per proteggere le galline».
Proprio in seguito alle frequenti incursioni, il sindaco Tonino Mostacci ha chiamato i vertici del Parco nazionale d’Abruzzo. Ieri il confronto. Erano presenti il colonnello Nicolò Giordano, comandante del gruppo carabinieri forestali dell’Aquila, i carabinieri forestali delle stazioni di Gioia dei Marsi e Celano, con i comandanti Stefano Chiuchiarelli e Francesco Angelini, la biologa Elisabetta Tosone e il direttore del Parco, Luciano Sammarone. «L’incontro era finalizzato all’ascolto, per raccogliere le giuste preoccupazioni della cittadinanza di Collarmele che ha dimostrato grande rispetto nei confronti di questo animale», ha precisato Sammarone, «è chiaro che c’è preoccupazione, in particolare in alcune situazioni. L’animale sta rispondendo bene alle sollecitazioni e avergli dato un po’ di schiaffi, diciamo così, è stato utile perché adesso, anche se sente parlare ad alta voce, si allontana. Questo ci fa ben sperare in un recupero, ma non escludiamo che possa tornare nei paesi. Stiamo facendo un grande sforzo, anche se Collarmele non è nell’area Parco. A vigilare ci sono 4 pattuglie ogni notte, tra guardiaparco e carabinieri forestali, oltre al personale che va in giro per le pratiche di risarcimento».