Orso investito sulla superstrada Muore dopo 12 ore di agonia

È stato lo stesso automobilista a segnalare l’accaduto al 112. Immediati sono scattati i soccorsi Il presidente del Parco, Cannata: «Troppi casi, bisogna usare maggiore cautela sulle strade»
CANISTRO. Un orso di 20 anni viene investito da un’auto e muore dopo oltre 12 ore di agonia. È stato proprio l’automobilista, subito dopo essersi fermato, a segnalare all’1.30 di due giorni fa, l’accaduto al 112, che ha allertato il servizio veterinario Asl e Leonardo Gentile, veterinario del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il plantigrado adulto, che non era dotato di radiocollare, subito dopo essere stato colpito dall’auto lungo la superstrada Sora-Avezzano, all’altezza dello svincolo di Canistro, si era rifugiato in un fitto cespuglio lungo una scarpata. Grazie a una macchina dell’Anas, che stava facendo interventi sull’arteria, ieri mattina si è spostato e i guardiaparco e i carabinieri forestali presenti hanno potuto verificare che camminava e si muoveva. Subito dopo si è rintanato di nuovo in una zona di vegetazione molto fitta. Intorno alle 12.30 l’orso è risceso sulla strada e ha cominciato a dare segni di sofferenza. Monitorato costantemente dall’équipe veterinaria del parco le sue condizioni sono via via peggiorate. Si è deciso quindi di catturarlo per valutare meglio la situazione. Il plantigrado è stato sedato, i veterinari hanno potuto constatare che non c’erano fratture, né perdite di sangue, ma nel complesso era molto grave e nel giro di poche ore è morto. L’équipe del Parco ha trasportato l’orso all’Istituto Zooprofilattico di Teramo dove, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia.
«Le scelte operate dalle 4.30 di questa notte (ieri per chi legge) a quando l’orso è morto hanno seguito i protocolli standard che si applicano quando ci sono situazioni complesse ed emergenziali», hanno precisato dal Parco, diretto da Luciano Sammarone, «e quando ci si trova a operare in condizioni critiche, con un orso adulto, sicuramente spaventato dall’incidente, di 183 chili, in grado di muoversi, perché all’inizio si è spostato da solo, e quindi teoricamente anche pericoloso per gli operatori». L’episodio ha riportato alla mente la morte, avvenuta nel gennaio del 2023, di Juan Carrito investito e ucciso da un’auto lungo la strada che collega Castel di Sangro a Roccaraso. «La perdita di un altro esemplare di orso per incidente riporta con forza il richiamo alla cautela quando si percorrono le strade dove vive il plantigrado», ha dichiarato il presidente del Parco Giovanni Cannata, «dobbiamo invertire la curva che vede come causa maggiore di morte degli orsi marsicani le attività antropiche». L’orso era affetto da dermatite cronica e aveva segni sul viso e sulle zampe. I veterinari del Parco nazionale hanno spiegato che nella popolazione di orso bruno marsicano sono stati segnalati casi di dermatite cronica attribuita alla presenza di un parassita “pelodera strongyloides”, dai primi anni ’90. La patologia, seppur può provocare diversi problemi all’animale, non è invalidante e non ostacola la sopravvivenza del plantigrado.
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