Orso morto sotto un’auto: sale l’indignazione
Il senatore Fina: «Salvini riferisca in parlamento sulle condizioni di quella strada. Servono soluzioni»
CANISTRO. È polemica sull’investimento mortale dell’orso marsicano sulla superstrada del Liri. Il plantigrado, di 20 anni per 183 chili, si trovava lungo la superstrada Sora-Avezzano, all’altezza dello svincolo di Canistro, quando intorno all’1.30 di lunedì è stato investito da un’auto il cui conducente ha subito chiamato il 112 per segnalare l’incidente. L’orso si è rifugiato in un cespuglio da cui è uscito solo in mattinata disturbato da una macchina dell’Anas che stava eseguendo dei lavori. L’équipe veterinaria del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise lo ha tenuto sotto controllo fino a quando, notando che le sue condizioni stavano peggiorando, è stato catturato e sedato. Il decesso è poi avvenuto nel primo pomeriggio. «Una grave perdita per una specie a rischio», ha affermato il segretario provinciale del Pd, Francesco Piacente. «Ormai, sulla superstrada del Liri, è una strage continua di animali selvatici e lo sanno bene gli utenti di quest’arteria. Il faraonico progetto di raddoppio presentato in pompa magna dal presidente Marsilio nel 2022 è ormai caduto nel dimenticatoio come avevamo previsto. Con maggiore serietà ci si impegni per trovare le risorse necessarie a manutenzioni e messa in sicurezza, anche con la costruzione di attraversamenti naturali». Il senatore Michele Fina è pronto a chiedere al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, «di riferire in parlamento sulle condizioni della superstrada del Liri. Sin dal novembre 2022, nella commissione infrastrutture, di cui sono componente, chiesi conto al ministro Salvini delle annunciate risorse per il raddoppio della Ss 690: il ministro dichiarò che dell’annunciato progetto non risultava pressoché nulla negli uffici ministeriali. Servono immediatamente risorse e idee progettuali, come per i migliori esempi delle infrastrutture stradali del nordeuropa». Franco Zunino, segretario generale dell’associazione italiana wilderness, ha scritto una lettera aperta al ministro dell’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo di intervenire per riportare l’orso sulle montagne. «Oggi c’è una sola emergenza per salvare l’orso marsicano: abbattere casualmente cervi e cinghiali affinché le carcasse restino a disposizione dell’orso, lo attirino e lo facciano rientrare a casa loro nel più breve tempo possibile», ha spiegato Zunino al ministro, «tanto più oggi, che avendo autorizzato l’abbattimento di quasi 500 cervi nelle aree abruzzesi esterne ai parchi, la loro macellazione sul luogo diverrà altro attrattore per orsi e lupi».
Sono intanto 8 gli animali morti (6 cani e 2 volpi) in una settimana a Carrito, nell’area di Ortona dei Marsi, vittime di esche avvelenate. La denuncia arriva da alcuni tartufai della zona, con le forze dell’ordine che stanno potenziando i controlli.(e.b.)

