Ortaggi malati, rimborsi tra anni

18 Novembre 2023

Il caso peronospora. Fabrizi (Confagricoltura) spegne le speranze

AVEZZANO. Ci sarà la copertura finanziaria per lo stato di calamità per tutti gli agricoltori che hanno subìto danni da peronospora? E quando arriveranno i soldi? A chiederselo è Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, che alla luce della richiesta da parte del vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, ha messo in allerta il settore. «Le procedure che sono state avviate per la richiesta dello stato di calamità per i danni da peronospora sono quelle previste dalla norma e sono molto lunghe», commenta Fabrizi, «non sappiamo se ci sarà la copertura finanziaria, sappiamo però che questi iter durano anni e anni. Probabilmente qualcosa arriverà, ma parliamo di un qualcosa che accadrà tra anni. Lo abbiamo già vissuto: è successo per esempio per i danni delle nevicate o delle grandinate. Purtroppo quelli che abbiamo a disposizione sono strumenti inefficaci e a pagarne le spese sono sempre gli agricoltori». In primavera, per sessanta giorni di seguito, proprio durante la semina, è piovuto. Tutto ciò ha creato delle grosse problematiche per gli imprenditori agricoli che, oltre a non poter entrare nei campi e a dover tardare la semina, hanno dovuto fare i conti con una serie di disagi come per esempio i danni da peronospora. Ristagnando per giorni e giorni, la malattia ha intaccato le piante danneggiando o distruggendo irrimediabilmente interi raccolti. La stessa problematica si è avuta anche in altri settori come per esempio quello della viticoltura. Inizialmente la Regione aveva richiesto lo stato di calamità per i danni da peronospora solo per il settore vitivinicolo, poi è stato ampliato anche a quello orticolo, frutticolo, cerealicolo e florovivaistico. «Per i danni, le disposizioni comunitarie prevedono risorse più consistenti dei piani assicurativi nazionali», conclude Fabrizi, «però le risorse sono state disperse e a farne le spese sono sempre gli agricoltori. Sono anni che invitiamo gli imprenditori ad assicurarsi, ma purtroppo la sensibilizzazione non ha i suoi effetti e alla fine, spesso, i danni e le spese superano i ricavi». (e.b.)