Orto dei migranti, i prodotti regalati alle mense dei poveri

AVEZZANO. Catena di solidarietà nell’orto dei migranti, dove i frutti del campo di via del Cerreto – e delle arnie sul monte Salviano – curato da 7 giovani richiedenti asilo sotto la guida di 2...
AVEZZANO. Catena di solidarietà nell’orto dei migranti, dove i frutti del campo di via del Cerreto – e delle arnie sul monte Salviano – curato da 7 giovani richiedenti asilo sotto la guida di 2 ultraottantenni avezzanesi, Ulderico Di Meo e Carlo Testa, finiranno sulle tavole delle mense sociali e delle famiglie povere. E, cosa non proprio scontata, alla festa del solstizio d’estate, promossa dalle associazioni di volontariato Rindertimi e Aves, per festeggiare la smielatura, l’assessore alla sicurezza, il leghista Leonardo Casciere, apre la porta al progetto di accoglienza. «Purché», ha sottolineato, «venga rispettata la legalità. Noi della Lega non diciamo no a chi fugge dalle guerre o dalle persecuzioni. A questi ragazzi richiedenti asilo, cosi come ai progetti di inclusione, dico benvenuti, ma nel rispetto delle leggi. L’accoglienza, però», ha aggiunto Casciere, «deve coinvolgere tutta l’Europa». Nel campo di via Cerreto tante persone hanno voluto testimoniare vicinanza e solidarietà a quei giovani in fuga dalle guerre e dalle prevaricazioni. «Solidarietà e legalità» hanno guidato l’intervento del padrone di casa, Gino Milano, che ha reso omaggio al fondatore della Rindertimi, don Antonio Sciarra, ricordando le sue ultime parole in favore dell’accoglienza... “il deserto fiorirà”. «Questo modesto progetto per accogliere e integrare i migranti», ha aggiunto Milano, «un segno di condivisione e appartenenza all’umanità, è nato grazie alla collaborazione di tanti con in testa i nostri maestri Ulderico e Carlino». Poi spazio alla festicciola nella piccola casetta di via Cerreto con la consegna dei primi vasetti di miele, mentre gli altri prodotti che nasceranno dall’orto sociale andranno ad alimentare la catena della solidarietà: dai migranti ai poveri. (m.s.)
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