Ortu: mancano pediatri e medici di base

29 Settembre 2017

Appello a Regione e Asl da parte del confermato presidente dell’Ordine: «Bisogna bandire subito nuovi concorsi»

L'AQUILA. Mancano medici in corsia e i reparti degli ospedali restano sguarniti. Ma sono pochi, anzi pochissimi, anche i medici di famiglia e i pediatri sul territorio. A sostenerlo è Maurizio Ortu, appena riconfermato alla guida dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia dell'Aquila. Al suo quarto mandato consecutivo, Ortu va dritto al nocciolo del problema, che sarà tema di dibattito con Regione e Asl: il blocco delle assunzioni del personale medico.
Presidente, qual è la situazione della sanità in provincia dell'Aquila?
«Riscontriamo un'emergenza su tutte: il mancato ricambio generazionale del personale medico negli ospedali della nostra Asl. Un problema che si riflette anche sul territorio, dove c'è carenza di medici di base e di pediatri. Le assunzioni sono ferme da anni, i concorsi bloccati e il personale che va in pensione non viene sostituito. Da considerare, inoltre, che l'età media degli operatori attualmente in servizio è elevata, circa 60 anni».
Eppure L'Aquila vanta una delle facoltà di medicina più prestigiose in Italia. Da dove nasce il problema?
«Quella del medico è una professione sempre più difficile e a rischio, soprattutto se guardiamo i numeri poco confortanti dell'accesso alla professione. La scuola di specializzazione in medicina di base mette a disposizione appena 20 posti l'anno in tutto l'Abruzzo. Questo a fronte di decine e decine di pensionamenti di medici di famiglia, che lavorano su tutto il territorio. L'Aquila ha una facoltà di Medicina tra le più quotate, i nostri laureati risultano tra i primi nei test di accesso nazionali alle scuole di specializzazione. Sono ben preparati, ma bisogna dare loro la possibilità di professare».
Perché non vengono banditi nuovi concorsi?
«Sarà oggetto del confronto, nei prossimi mesi, con Regione e Asl. Mancano medici negli ospedali e negli ambulatori di famiglia; i reparti sono quasi tutti sotto organico e i dipendenti saltano riposi e ferie. Tutto questo in nome di un risparmio economico che, nella sanità, non risulta una politica vincente: laddove si taglia, diminuiscono inevitabilmente le prestazioni».
Sarà questo uno dei punti cardine del suo mandato?
«Ringrazio chi mi ha votato, abbiamo operato finora con impegno e serietà: faremo lo stesso nel prossimo triennio con alcuni obiettivi da raggiungere, in primis il necessario incremento del personale medico negli ospedali . Un percorso condiviso con il vicepresidente, Sergio Placidi, e tutto il consiglio direttivo: Claudio Zoccoli, Eugenio Calgearo, Caterina Albano, Anna Aracu, Domenico Barbati, Giuseppe Calvisi, Antonio D’Alessandro, Mauro Daniele, Stefania Discepoli, Mario Giannoni, Alfonso Marrelli, Maria Simonetta Santini, Paolo Pomero, Luigi Di Fabio e Davide Pietropaoli».
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