“Oscurate” le telecamere del poliziotto

31 Dicembre 2020

Carsoli, il sindaco ordina la rimozione dei nove occhi elettronici: va tutelata la privacy dei cittadini

CARSOLI. Non c’è pace per la piccola frazione di Montesabinese, 9 abitanti, nel Comune di Carsoli, diventata nota per la vicenda delle telecamere installate da un agente della polizia stradale lungo le stradine del paese che, secondo alcuni, violavano la privacy. Dopo una serie di vicende legali, ieri, con un’ordinanza, il sindaco Velia Nazzarro ha disposto la rimozione immediata delle nove telecamere di videosorveglianza installate. Il provvedimento è stato intrapreso in seguito alle relazioni della polizia giudiziaria che nei giorni scorsi aveva eseguito un sopralluogo e stilato una informativa. La vicenda, che risale allo scorso anno, era finita anche sulle tv nazionali dopo un servizio della trasmissione “Le Iene”. «Un atto dovuto», commenta il sindaco Nazzarro, «che arriva anche alla luce di una sentenza del Tar Lazio e per garantire e tutelare la privacy dei cittadini». Nel provvedimento di sequestro, il primo cittadino ha ordinato la rimozione entro 7 giorni, oltre che delle telecamere anche dei cartelli che ne segnalavano la presenza. Sulla vicenda c’erano stati diversi esposti e c’era anche stato un blitz delle forze dell’ordine a Montesabinese. In quella occasione le telecamere contestate erano state sequestrate. A luglio invece i tre verbali di divieto di sosta con cui era stato multato il poliziotto accusato di aver installato le telecamere abusivamente erano stati archiviati dalla prefettura con il parere favorevole della polizia locale. Non c’erano infatti segnali di divieto. Un’auto dell’agente era stata portata via dal carro attrezzi alla presenza delle Iene e del sindaco. L’agente a febbraio aveva presentato una sorta di contro-petizione popolare di proprietari di abitazioni, che si opponevano ai paletti e alle catene anti parcheggi installati e che erano invece favorevoli alle telecamere. Occhi elettronici che funzionavano, a loro dire, da deterrente contro la criminalità. Il poliziotto al centro della vicenda aveva spiegato, fin dall’inizio, che quelle telecamere erano state installate su richiesta formale di gran parte degli abitanti di Montesabinese, per ragioni di sicurezza. Infatti, oltre ai 9 residenti in questione, il paese è frequentato da numerosi proprietari delle abitazioni che tornano in paese solo alcuni periodi dell’anno, soprattutto in estate.