Ospedale a prova di sisma Appalto alla Rosa Edilizia

L’azienda aquilana progetterà e realizzerà l’adeguamento della struttura di Foligno Il costruttore Rosa: «Metteremo a frutto le buone pratiche maturate dopo il 2009»
L’AQUILA. Sarà un’azienda aquilana, la Rosa Edilizia, a progettare e realizzare il miglioramento sismico dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Si tratta di un appalto di 13 milioni di euro, assegnato dalla Asl Umbria 2, con un finanziamento nell’ambito dei fondi del Pnrr. L’impresa aquilana, guidata dal patron Franco Rosa, è stata scelta anche grazie all’esperienza maturata dopo il sisma del 2009 e ha presentato «una proposta progettuale ed attuativa migliorativa rispetto all’elaborato messo a gara», spiegano i tecnici e i progettisti partner di Rosa Edilizia in questa commessa, «molto innovativa e di assoluta rilevanza nel panorama nazionale ed europeo, mediante la strategia dell’isolamento di base, che prevede un intervento di adeguamento sismico che si concretizzerà perseguendo un obiettivo duplice destinato a fare scuola: la massima sicurezza sismica della struttura sanitaria e l’esecuzione dei lavori senza interruzione delle attività ospedaliere, con l’installazione alla base dell’edificio di circa 700 isolatori». Rosa Edilizia è scesa in campo come azienda capogruppo dell’Associazione temporanea di impresa (Ati) con Edilsystem di Ponte Felcino, in provincia di Perugia. Le modalità proposte per l’ospedale di Foligno nascono dall’esperienza attuata con l’intervento, in Ati tra Rosa e l’impresa Ricci di Castel di Sangro, al Palazzo dell’Emiciclo, sede del consiglio regionale abruzzese, per riparare i danni causati dal sisma, che ha portato l'infrastruttura pubblica tra le cinque più sicure al mondo dal punto di vista antisismico. Altro intervento è stato quello effettuato sulle torri dell’Emiciclo, con la stessa modalità di lavori senza interruzione dei servizi e delle attività. «Sono orgoglioso», sottolinea il patron Rosa, «del fatto che la mia azienda è stata scelta per una commessa importante che in qualche modo porta in alto il nome dell’Aquila e delle buone pratiche maturate nella ricostruzione post terremoto. Le soluzioni proposte alla Asl Umbria 2 sono di assoluto valore innovativo e di efficacia e sono state possibili grazie alle esperienze fatte all’Aquila».
Attraverso l’inserimento alla base dell’edificio di circa 700 isolatori, collocati nei locali tecnici dell’interrato, sarà possibile ottenere un sostanziale incremento della sicurezza e in particolare il conseguimento del cosiddetto obiettivo «danno zero» dopo un evento sismico.

