Ospedale al collasso La Uil: «Colpa dei tagli»

Ferretti lancia un appello alle istituzioni: occorre un progetto di sviluppo per contrastare la decurtazione dei budget scaturita dalla riforma Lorenzin
SULMONA. Ospedale al collasso, tra carenze di personale e disservizi. La riforma avviata lo scorso anno dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin condanna l’Annunziata alla perdita di molti esami specialistici e ad altri tagli di reparti e personale, visto il ridimensionamento complessivo del budget legato agli ospedali di base. Questa la tesi di Marcello Ferretti della segreteria provinciale Uil-Fpl, che sollecita interventi urgenti. «Nei prossimi tre anni tutti i primari saranno in pensione e con l’ospedale di base dell’ultimo decreto Lorenzin dovremmo fronteggiare l’assenza di medicina specialistica e il ridimensionamento del budget in tutti i campi», denuncia il sindacalista. «Penso a Ortopedia, che conta un gran numero di prestazioni, ma anche a Chirurgia generale che non può e non dev’essere dimenticata poiché rappresenta il perno di tutte le attività ospedaliere. Non più rinviabile, poi, è l’attivazione della lungodegenza che permetterebbe alla medicina generale di concentrarsi maggiormente sulle attività clinico-assistenziali di tipo specialistico». Il rischio, secondo il sindacalista, è che anche l’ospedale nuovo in costruzione resti poco più di una scatola vuota, priva dei principali servizi.
«Al momento diciamo bene della realizzazione della nuova ala ospedaliera, ma diventa urgente e indispensabile riempire di contenuti la struttura sanitaria altrimenti il rischio di un suo ulteriore depauperamento diventa reale», aggiunge Ferretti. «A oggi le dotazioni organiche di tanti servizi sono inadeguate nelle sedi di Sulmona e Castel di Sangro, sia per garantire la corretta applicazione della legge 161 sul giusto riposo del personale che per poter offrire un buon livello di qualità delle prestazioni». Da qui un appello all’Asl, affinché ponga le basi per un progetto di lungo respiro sull’ospedale. «È importante che le istituzioni e i vertici dell’Asl pongano le basi, oggi e non domani, per un progetto di sviluppo che vada a individuare quelle scelte necessarie per permettere ancora a questo ospedale di avere una sua vocazione», dice Ferretti. «Ora sicuramente destano preoccupazione i tagli che l’Asl sta operando, ma sono una conseguenza ovvia proprio di quella rimodulazione della rete ospedaliera che, in realtà, sta demolendo la sanità soprattutto nelle aree periferiche e interne dove la densità della popolazione è molto bassa. Questa riforma potrebbe trovare una corretta applicazione, in termini di razionalizzazione delle risorse, in una città metropolitana, ma non in un territorio montano a bassa densità di popolazione».
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