Ospedale, area di parcheggio recintata

5 Aprile 2016

Proteste a raffica da parte del personale e degli utenti per la mancanza di posti auto

SULMONA. Una rete metallica tenuta su da alcuni paletti di ferro piantati nel terreno: quanto basta per chiudere una delle poche aree a servizio degli utenti e dei lavoratori in servizio all’ospedale “Santissima Annunziata” di Sulmona.

È la brutta sorpresa che decine di persone, ieri mattina, si sono trovate di fronte quando hanno dovuto parcheggiare la propria automobile per far visita ai loro parenti ricoverati o per sostenere visite specialistiche o di controllo.

Tante le proteste da parte di chi ha dovuto girare a lungo per trovare un “buco” per parcheggiare rischiando anche di beccarsi una multa. Per il momento la decisione di chiudere quell’area di parcheggio non è stata motivata da nessuno. Alle proteste dei cittadini, infatti, ha fatto riscontro, finora, solo il silenzio.

Anche dall’ospedale si dicono estranei alla decisione che da ieri sta creando tanti problemi, anche perché l’ospedale di Sulmona è l’unica struttura sanitaria d’Abruzzo, e non solo, che non ne possiede uno proprio. Tant’è che molti utenti, stufi di prendere multe dalla polizia urbana, sempre molto attenta a rilevare le infrazioni al codice della strada che avvengono nella zona dell’ospedale di Sulmona, si rivolgono sempre più spesso all’ospedale di Popoli, soprattutto per le analisi del sangue e delle urine.

Da rilevare, tra l’altro, che durante il mandato di sindaco di Fabio Federico fu tenuta una conferenza stampa per annunciare l’apertura di quel parcheggio. E questo grazie alla cessione, a titolo gratuito, di quell’area da parte del titolare della “San Panfilo”, la ditta che sta realizzando, da anni, due palazzine nelle immediate vicinanze dell’ospedale.

Parecchio tempo è passato da quella conferenza stampa, ma per vicissitudini varie quel parcheggio il Comune di Sulmona, a conti fatti, non l’ha mai realizzato, lasciando, però quell’area, per quanto malmessa, a disposizione di tutti. Evidentemente l’imprenditore proprietario dell’area ha deciso di riprendersi il terreno recintandolo. E creando, in questo modo, disagi e problemi ai cittadini. (c.l.)

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