Ospedale con più servizi Paolucci ascolta Sulmona

4 Agosto 2018

Incontro dell’assessore regionale alla Sanità con sindaco e capigruppo consiliari Si torna a chiedere una struttura di primo livello, ma c’è il vincolo dei numeri

SULMONA. Maggiori servizi, nuovo personale e macchinari. Le richieste sull’ospedale di Sulmona, che fino a pochi mesi fa sembravano assurde, iniziano ad assumere contorni più reali, dopo le recenti aperture mostrate dall’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. L’ultima proprio ieri, in occasione della riunione dei capigruppo consiliari, a cui ha partecipato anche il rappresentante dell’esecutivo regionale.
«Il riordino della rete ospedaliera non ha operato nel 2016 una riduzione dei diritti alla salute dei cittadini peligni, visto che i posti letto sono passati da 146 nel 2015 a 160 dell’attuale assetto, con un dato stabilizzato nell’ultimo triennio di 4mila ricoveri», è intervenuto l’assessore Paolucci, «inoltre, è stato tutelato il ruolo del presidio ospedaliero di Sulmona all’interno della rete emergenza urgenza a un livello superiore alla classificazione ospedaliera di base vigente, in quanto il presidio fa parte a pieno titolo sia delle rete di cardiologia e Utic che ictus con la stroke unit di primo livello».
Le rassicurazioni di Paolucci, però, non sono bastate e i capigruppo consiliari hanno rivendicato un ospedale di primo livello, attraverso la creazione di un centro traumatologico, polo di riferimento per l’ortopedia regionale.
«Restano le gravi carenze di personale per rendere veramente efficiente e pienamente operativo il piano, perdurando vuoti inaccettabili in termini di servizi territoriali, come la riabilitazione, la continuità assistenziale e quella ambulatoriale necessaria per sostenere la cronicità in un territorio come il nostro ad alto indice di invecchiamento», fa notare il sindaco Annamaria Casini,«occorre recuperare il ritardo accumulato nell’attuazione del Piano con gli investimenti promessi e l’attivazione dei servizi previsti, come quelli dell’emergenza urgenza».
I capigruppo hanno rivendicato la deroga al decreto Lorenzin numero 70 del 2015, con cui l’ospedale sulmonese è stato definito di base. I numeri imposti restano l’ostacolo principale a un riconoscimento del primo livello che impone, oltre al bacino d’utenza in termini di abitanti (già ampiamente derogato nell’attuale assetto), un numero di accessi al pronto soccorso di almeno 45mila all’anno, a fronte di una media annua di quello dell’Annunziata di scarsi 20mila.
«È possibile lavorare in questa direzione», la risposta di Paolucci, «per arrivare a una modifica del decreto».
La questione sarà al centro del prossimo consiglio comunale, alla presenza dello stesso Paolucci. (f.p.)
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