Ospedale da campo, c’è il no della Regione
Liris: «Non ne è dimostrata l’utilità, la strada maestra resta l’accordo con i privati convenzionati»
AVEZZANO . Strada in salita per l’ospedale da campo militare. La struttura con 30 posti letto Covid ordinari e 5 subintensivi, compresa di personale sanitario, chiesta dai sindaci marsicani per liberare l’ospedale Santi Filippo e Nicola dai pazienti contagiati, non rientra nei piani della Regione: la giunta Marsilio, infatti, ha imboccato la via delle cliniche private convenzionate.
«L’ospedale da campo militare non è all’ordine del giorno», afferma l’assessore regionale alle aree interne Guido Liris, «poiché non è dimostrata l’utilità del contenitore, mentre sarebbe sicuramente utile il personale per un ausilio agli operatori della sanità. Per liberare l’ospedale di Avezzano e della Marsica dai pazienti Covid la strada maestra, già imboccata a Pescara, è quella verso le cliniche private convenzionate, senza naturalmente variare il budget dei costi per posti letto».
Per l’assessore regionale, nonché medico epidemiologo, che sembra indicare la rotta al manager Testa, l’operazione cliniche private (quasi definita con l’Immacolata di Celano, in discussione con la Di Lorenzo, mentre è in dirittura d’arrivo con la San Raffaele di Sulmona) sarebbe un “toccasana” per alleviare le gravi ferite degli ospedali in grande sofferenza, Avezzano in primis. Qui, al momento, sarebbero ricoverati una settantina di pazienti Covid che «potrebbero trovare ospitalità nelle cliniche private, liberando il Santi Filippo e Nicola», ribadisce Liris, secondo cui, «non va dimenticato che il trasferimento dei malati Covid nelle strutture convenzionate, dove potranno essere curati da personale fresco, consentirà al presidio di Avezzano di poter seguire al meglio tutte le patologie rimaste un po’ all’angolo in questa fase d'emergenza».
Se tutto procederà senza intoppi all’Immacolata di Celano, in un’ala separata, dovrebbero essere trasferiti tra i 45 e i 60 pazienti Covid: l’operazione dovrebbe essere sancita in settimana, mentre per la Di Lorenzo la trattativa è ai nastri di partenza.
Al momento, il quadro del presidio ospedaliero, resta a tinte fosche, con le autoambulanze in lunga attesa davanti al pronto soccorso, mentre la tensostruttura dotata di 16 posti letto con i bagni e le docce, fornita dalla Protezione civile regionale, è ancora in fase di allestimento con le ultime apparecchiature necessarie.
Le operazioni, in ritardo secondo la tabella di marcia ipotizzata dalla Regione, dovrebbero essere concluse entro domani. A quel punto la struttura aprirà finalmente i battenti. Sul tavolo di Marsilio, però, continuano a pesare le pressanti richieste dei sindaci guidati da Gianni Di Pangrazio per potenziare la rete sanitaria territoriale, nonché designare un tutor che affianchi il manager dell’Asl Roberto Testa nella gestione dell’emergenza nella Marsica.
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