Ospedale da campo, Di Pangrazio chiede aiuto agli alpini

AVEZZANO. Nessun “passo avanti” per liberare” dai pazienti Covid il Santi Filippo e Nicola, dove la situazione resta critica, mentre le soluzioni alternative, come L’Immacolata di Celano, non...
AVEZZANO. Nessun “passo avanti” per liberare” dai pazienti Covid il Santi Filippo e Nicola, dove la situazione resta critica, mentre le soluzioni alternative, come L’Immacolata di Celano, non decollano. Così il sindaco «visti i mancati riscontri di Regione e Asl alle richieste del territorio», rilancia l’appello dell’ospedale da campo, stavolta alle Penne nere. «Purtroppo», afferma Gianni Di Pangrazio, «sono troppe le mancanze alle quali non sono coincise riscontri oggettivi, come l’attivazione di ulteriori posti letto Covid a Tagliacozzo e all’Aquila. Nessun adeguamento dei percorsi sporco-pulito nel pronto soccorso e neppure sono stati effettuati i lavori per la realizzazione di posti letto di terapia intensiva, né è stato assunto il personale infermieristico, a fronte di 20 casi di positività registrati tra gli operatori del pronto soccorso. Con questa situazione l’ospedale non sarebbe in grado di affrontare una terza ondata pandemica prevista a gennaio». Nella fase calda della seconda ondata, il parlamentino dei sindaci ha chiesto la realizzazione di un ospedale da campo all’esercito, alla Protezione civile e alla Regione, ma senza esito. «Ad oggi, nessuno è intervenuto per trovare valide soluzioni», sottolinea Di Pangrazio, «decretando, di fatto, l’abbandono di un presidio collassato, personale sanitario stremato e pazienti lasciati al proprio destino. Sono mesi che denuncio questa situazione insostenibile prevedendo questa catastrofe che poi, purtroppo, si è verificata». Per questo, dopo un incontro col presidente regionale degli alpini, Pietro D’Alfonso, il sindaco ha chiesto aiuto al nazionale, Sebastiano Favena. «Mi appello», conclude, «alla forza e al grande cuore degli alpini che si sono sempre contraddistinti per l’inestimabile valore che attribuiscono alla vita umana, affinché possano aiutarci in questo momento di grave difficoltà». (m.s.)
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