Ospedale-dormitorio per i senzatetto

3 Febbraio 2018

In tre trascorrono la notte in barella o allungati in sala d’attesa, Facchini (Tdm) sollecita interventi

SULMONA. Torna a ripresentarsi il fenomeno dei senzatetto che trovano riparo per la notte all’ospedale dell’Annunziata. Negli anni scorsi la Asl per arginare il fenomeno aveva imposto la chiusura, dopo le 21, delle porte dell’ospedale che restando aperte consentivano a chiunque di entrare nel corso della notte. Ma la misura è servita a poco, nel senso che gli ospiti “non paganti” dell’ospedale-albergo si nascondono all’interno dei tanti locali dell’ospedale prima dell’ora di chiusura di porte e cancelli per poi sistemarsi alla meno peggio durante la notte. Se qualche anno fa era un vecchietto l’ospite fisso, ora sono diventati un paio, a cui alle volte si aggiunge anche una terza persona. Tra loro c’è anche una donna di 54 anni di Rocca Pia, che ha perso i contatti con i suoi tre figli. Prima la crisi del matrimonio, poi quella dell’attività di parrucchiera e infine il corto circuito che ti allontana dalla vita di sempre. Arriva da più lontano, invece, un 45enne sbarcato da Firenze in Abruzzo. La notte, mentre la donna si accomoda su una delle barelle del pronto soccorso, il fiorentino si prepara un giaciglio come può sulle sedie della sala di attesa al piano terra dell’ospedale. Entrambi pranzano alla Caritas, almeno quando si rendono conto o si ricordano che è ora di pranzo e riescono a raggiungere in tempo i locali della mensa diocesana alla villa comunale. Il 45enne è piuttosto conosciuto in città, se non altro perché frequenta spesso il bar di piazza XX Settembre dove si fa cambiare gli spicci raccolti durante la giornata per una bevanda calda e dove si attarda fino alla chiusura, prima di tornare nell’ospedale-albergo. A loro si aggiunge un’altra persona, un uomo , che si è sistemato un giaciglio sopra la cappella dell’Annunziata. Una situazione che impone interventi urgenti e mirati per Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato.
Secondo il numero uno del Tdm, infatti, la questione va risolta prima di tutto per andare incontro a persone rimaste sole che non hanno più nulla e poi per ripristinare un certo ordine e l’igiene nell’atrio dell’ospedale, dove fra buste e coperte dei senzatetto, spuntano ogni tanto anche indumenti intimi appesi ad asciugare sui termosifoni. (f.p.)
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