Ospedale, lunghe attese e disagi

L’odissea di tanti utenti costretti a file snervanti anche per un semplice prelievo del sangue
SULMONA. Due ore di attesa per un semplice esame del sangue per i pazienti di oncologia a causa delle carenze di personale. Si ripropongono i soliti problemi di carenze di organico all’Annunziata che in estate, per via dei riposi da smaltire, diventano vere e proprie emergenze. Ne sanno qualcosa i malati di tumore, che per le ferie di due addetti lamentano attese lunghissime per un semplice prelievo del sangue. Come denuncia Edoardo Facchini, presidente del Tribunale per i diritti del malato, che ieri in una conferenza stampa ha chiesto maggiore attenzione per i pazienti oncologici. «Purtroppo si è costretti ad aspettare anche fino a due ore per un semplice prelievo a causa delle ferie sacrosante di due dipendenti del reparto», denuncia Facchini, «così chi resta in servizio è costretto a fare i salti mortali per stare dietro a tutte le richieste». Sono all’incirca 2mila e 200 i pazienti gestiti dal reparto, mille e 200 quelli oncologici e mille quelli ematologici. «Siamo di fronte all’ineluttabilità dei problemi dell’ospedale - aggiunge Facchini - nel senso che sono sempre gli stessi da anni, ma non si fa nulla per risolverli, o meglio ci si comporta come se fosse la prima volta». Nel 2011, ad esempio, la Asl dispose la chiusura estiva del reparto per far smaltire le ferie al personale. Scelte che poco si conciliano con l’aumento dell’incidenza della malattia. Dei 650 nuovi casi all’anno di tumore alla mammella, ad esempio, quasi la metà colpisce donne della Valle Peligna, come certificato dalla Asl provinciale tempo fa. I comuni più colpiti sono Sulmona, Pratola e Prezza. Le carenze di organico restano uno dei principali problemi dell’Annunziata, che hanno imposto in passato - in concomitanza delle ferie estive o delle feste natalizie - la chiusura di reparti e ambulatori. Come già accaduto anche per Dermatologia, Diabetologia e Neurologia. Ma i problemi dell’ospedale, secondo il Tdm, sono anche altri. Come il Cup per le prenotazioni, che è all’esterno dell’ospedale, le lunghe attese per le visite e gli ambulatori, i locali della medicina del territorio che col cantiere aperto del nuovo ospedale diventano irraggiungibili, i parcheggi mancanti e cittadini castigati dai vigili, divieto di fumo anche all’esterno non rispettato. «Basterebbe un po’ di buon senso», chiosa Facchini, «in primis dalla Asl che non avrebbe dovuto fare altro che mettere a disposizione altri spazi per i parcheggi, come quelli già asfaltati ma rimasti chiusi, e poi anche da parte del Comune, coi vigili che vengono a fare multe in carenza di posti auto».
Federica Pantano
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