«Ospedale penalizzato dai tagli»
Castel di Sangro, l’opposizione insorge: stop all’impoverimento della struttura
CASTEL DI SANGRO. Un ospedale alle prese con i continui tagli di servizi e reparti che penalizzano gli utenti dell’Alto Sangro. Ed insorgono i consiglieri comunali di opposizione che denunciano le numerose carenze che affliggono la struttura sanitaria sangrina e indicano le soluzioni che la Asl dovrebbe adottare per dare al territorio un ospedale efficiente e sicuro. «Due medici in pronto soccorso visto che una unità è andata via per aver vinto un concorso e un’altra è in procinto di fare la stessa cosa. Una turnazione adeguata in cardiologia poiché 11 sono i medici tra Sulmona e Castel di Sangro e quindi tre, anziché uno, potrebbero essere assegnati al nostro presidio. E serve un medico in chirurgia, perché uno è andato via», affermano Alfredo Fioritto, Raffaella Dell’Erede, Diego Carnevale e Daniele Marinelli. «L’anestesista non c’è. Per ortopedia c’è da valutare l’eccellenza e l’elevatissimo numero di accessi e interventi. In tal senso va lasciata la possibilità di continuare ad operare ad alti livelli con posti letto ordinari adeguati». Attualmente, come fanno sapere i consiglieri comunali, «tre medici sbrigano un volume di attività annuale di quasi 9.000 accessi e circa 800 interventi» E poi la questione del laboratorio di analisi con tanto di appello alla politica regionale e alla Asl .
«Lasciate che il laboratorio continui a lavorare come fa da sempre, e bene, con un elevato numero di accessi. Annullate quella scellerata delibera dell’azienda sanitaria del 30 novembre scorso che lo vuole ridotto a centro prelievi. E considerate, infine, che abbiamo un elevato numero di pazienti dal vicino Molise con una mobilità attiva che si attesta sul 50%. Queste persone, se il presidio di Castel di Sangro venisse ulteriormente depauperato, non andrebbero certamente a Sulmona ma a Campobasso», concludono i consiglieri di minoranza di Castel di Sangro. «Tutto questo conviene alla nostra Asl? Ai vertici dell’azienda sanitaria chiediamo di fare il possibile e ai politici diciamo di dimostrare con atti concreti di amare davvero questo territorio». (c.l.)
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