Ospedale, resta l’allerta sulle carenze di tamponi

25 Agosto 2020

AVEZZANO. Resta ancora difficile la situazione all’ospedale di Avezzano per quanto riguarda la carenza di reagenti per i tamponi. Nei giorni scorsi l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio aveva sollevato...

AVEZZANO. Resta ancora difficile la situazione all’ospedale di Avezzano per quanto riguarda la carenza di reagenti per i tamponi. Nei giorni scorsi l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio aveva sollevato il problema e dalla Asl, nella persona della direttrice sanitaria Sabrina Cicogna, erano arrivate rassicurazione. La dirigente aveva ritenuta immotivata la preoccupazione di Di Pangrazio assicurando che non c’era mai stato alcun problema. Il 13 agosto, però, la dottoressa Cicogna aveva ricevuto una lettera firmata dal dirigente del laboratorio nella quale si comunicava che «a causa della mancata consegna, nonostante i numerosi solleciti, dei reagenti necessari all'esecuzione dei tamponi per Covid, il laboratorio di Avezzano al momento ha a disposizione soltanto 80 test. Terminate le suddette scorte non sarà possibile eseguire le urgenze per l’esame in oggetto». Sulla questione, per ora, c’è grande attenzione, soprattutto in previsione di una seconda ondata della pandemia, la cui gravità non è allo stato prevedibile. Il laboratorio è un presidio essenziale del territorio e la Marsica ha bisogno di un ospedale in grado di fare i tamponi velocemente e senza eccessivi tempi di attesa. In caso contrario il rischio è il blocco dei ricoveri. Di Pangrazio ha chiesto alla Asl e alla Regione di «mantenere e potenziare un servizio essenziale come quello fornito dal laboratorio analisi dell’ospedale perché è impensabile che, per fare un tampone, un cittadino della Marsica debba recarsi all’Aquila».
Sulla questione test sierologici, riferiti però al mondo della scuola, interviene anche Augusto Di Bastiano del Centro giuridico del cittadino. «Il 24 agosto», afferma, «doveva essere il giorno dall’avvio della somministrazione dei test sierologici, su base volontaria, dei docenti e di tutto il personale scolastico, ma ad oggi i test non sono in possesso dei medici. A oggi il medico di base non è sottoposto a test. Non vorremmo si replicasse quello che è successo negli ospedali o nelle Rsa durante la prima ondata». (p.g.)