Ospedale, rischio declassamento

Il primario De Pratti: il decreto Balduzzi ci condanna, dobbiamo combattere come a Sulmona
AVEZZANO. Quel decreto legge del 13 settembre 2012 firmato dal ministro Renato Balduzzi (Governo Monti) potrebbe determinare il declassamento dell’ospedale di Avezzano e per questo il primario del Pronto soccorso, Ezio De Pratti, ha preso “carta e penna” e ha scritto una lettera ai politici e ai marsicani.
«La sanità», spiega De Pratti, «è il settore dove il governo ha trovato i fondi per attingere il risparmio e sicuramente c'è molto da fare e riorganizzare. Il grave di tutto ciò è che se da una parte ci dicono che bisogna ridurre le Asl e quindi i direttori generali e conseguenti loro stipendi, sorvolano su come riorganizzare gli ospedali. Il silenzio gioca a favore degli svelti e lascia i cittadini nell'ignoranza di quanto sta per realizzarsi. I politici al servizio del popolo sanno che nella Marsica l'ospedale sarà declassato se applicando la formula popolazione inferiore a 150 mila abitanti Ospedale Base decreto legge Balduzzi ), ovvero medicina, chirurgia, ortopedia e servizi. Non ci saranno rianimazione, dialisi, emodinamica, malattie infettive, oncologia ecc...».
Secondo De Pratti «i cittadini devono sapere queste cose come devono sapere che questa sanità ci costerà di più rispetto a chi sa fare meglio di noi la guerra di campanile. E allora mi chiedo se i politici sono al servizio dei cittadini che li hanno eletti affinché svolgano una sana politica o se viceversa non sia il popolo asservito agli interessi dei politici.Non è retorica. Il piano di riordino della rete ospedali, infatti, è una vera e propria mannaia che cadrebbe sulle nostre teste in modo inesorabile tagliando gran parte di ciò che oggi abbiamo». De Pratti indica quale potrebbe essere «la ricetta, elementare, per arginare tutto ciò: la presa di coscienza che la Regione deve legiferare riguardo alla sanità nel rispetto dei territori». Ecco le proposte: «Asl unica regionale, e quindi riorganizzazione in base alla densità di popolazione raggruppata in macroaree omogenee. Così facendo la Marsica deve essere considerata insieme alla Valle Peligna e all'Alto Sangro. In questo modo Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro avrebbero una sanità ospedaliera più giusta per le reali esigenze del territorio. Ci sarebbero, tra Avezzano e Sulmona, trasversalmente tutti quei reparti necessari che altrimenti scomparirebbero. Non credo che il popolo veda di buon occhio il dover viaggiare continuamente per curarsi perché noi mettiamo i pazienti e altri mettono ospedali ed infrastrutture. Tra l'altro così facendo l'economia di questo territorio continuerà inesorabilmente a franare .Per curare la gente sono i professionisti a doversi spostare e non i pazienti che, al disagio della malattia devono sommare il peso economico proprio e dei propri cari. La sanità deve costare in egual misura per tutti. I cittadini marsicani devono essere nelle condizioni di sostenere spesa sanitaria equa analoga a quelli che hanno il privilegio di risiedere in prossimità di nosocomi più efficienti».
De Pratti si rivolge ai politici: «Hanno analizzato correttamente i costi economici e non che graverebbero sugli elettori cittadini? Se proprio la provincia dell'Aquila deve avere un ospedale unico allora vada costruito al centro del territorio. Non entro in dettagli tecnici che sono oggetto di tavoli fatti ad hoc con gente competente.Da cittadino, medico ospedaliero e direttore di struttura complessa dell'emergenza ammonisco i politici perché Sulmona ha dato un esempio su come combattere per il punto nascita. La Marsica sta perdendo molto di più e tutti, al di là dello schieramento politico, devono esserne consapevoli».
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