Ospedale, Tac di nuovo fuori uso

30 Giugno 2016

Forse oggi sarà riparata, ma da tre anni è inutilizzato il nuovo macchinario

SULMONA. Ancora in tilt la Tac dell’ospedale di Sulmona e ancora disagi per gli utenti della Valle Peligna e del Centro Abruzzo. Da sabato scorso l’importante macchinario, che è ormai fondamentale per diagnosticare ogni disfunzione patologia nel campo medico, è andato fuori uso e non può essere utilizzato. Si tratta della terza volta dall’inizio dell’anno, che si verifica il problema. Un segnale che indica chiaramente che ormai la macchina è giunta al capolinea. Nel frattempo tutti gli utenti sono stati dirottati all’ospedale di Avezzano con gravi disagi e ripercussioni soprattutto sulle persone anziane. Dall’ospedale fanno sapere che, molto probabilmente, la Tac sarà sistemata forse già da domani, ma non garantiscono la bontà della riparazione facendo intuire che l’inconveniente poterebbe ripetersi nel giro di qualche giorno così come è già accaduto. Eppure da tre anni è stata acquistata una nuova Tac con una spesa di 250 mila euro, macchinario che aspetta solo di essere montato. C’era solo da adeguare i locali dell’ospedale destinati ad ospitare l’apparecchio, il che avrebbe comportato una spesa ritenuta eccessiva dal vecchio direttore generale Giancarlo Silveri. E il risultato è stato quello di parcheggiare la nuova “macchina”, più moderna e in garage continuando ad utilizzare la vecchia che in poco tempo ha iniziato a dare problemi di usura e di inaffidabilità. Un esempio di sperpero di denaro pubblico sul quale dovrebbero intervenire i giudici contabili. Ma al momento tutto tace, con gli utenti che continuano a subire le pesanti ripercussioni del disservizio. Disagi che potrebbero quantomeno essere attenuati se la Asl consentisse a chi nei momenti di emergenza deve far ricorso alla Tac di raggiungere strutture sanitarie più vicine.

Magari di poterlo fare nell’ospedale di Popoli o nella clinica San Raffaele con la quale esistono già delle convenzioni per l’utilizzo di altri macchinari e per altre prestazioni specialistiche. Ma anche su questo fronte tutto tace.

Claudio Lattanzio

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