«Ospedale, turni gravosi e assistenza a rischio»

9 Febbraio 2018

Atto d’accusa della Cgil contro l’Asl. Chiesta la stabilizzazione dei precari «Ci sono degli sprechi da eliminare ma senza ridurre la forza lavoro»

L’AQUILA. «Una situazione intollerabile». La Cgil torna a denunciare la carenza di personale nell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila: «Non solo i dipendenti sono costretti a turni di lavoro massacranti, ma ormai c’è il serio rischio che non vengano garantiti ai cittadini i servizi essenziali di assistenza».
Un duro atto d’accusa, al quale l’Azienda sanitaria preferisce non replicare. È invece lungo e dettagliato l’elenco delle problematiche messe sul tappeto dal sindacato, che chiede di correre ai ripari programmando investimenti sul territorio, a partire dalla stabilizzazione del personale precario e dall’eliminazione del turn over: «Gli sprechi da eliminare», dicono la Fp-Cgil e la Fp medici, «sicuramente non sono rappresentati dalla forza lavoro, ma eventualmente vanno ricercati nel suo utilizzo».
A pesare sono i tagli imposti dalla Regione, che ricadono sui servizi offerti alla popolazione. «La situazione della nota e strutturale carenza di personale all’interno dell’Asl», affermano Francesco Marrelli Anthony Pasqualone, Angela Ciccone della Fp-Cgil e Anna Rita Gabriele della Fp-medici, «è divenuta ormai assolutamente insostenibile, con la conseguenza che con l’attuale dotazione organica da un lato si continua a non rispettare la vigente normativa sui riposi obbligatori, e dall’altro non si riesce a dare piena copertura ai servizi essenziali che, rientrando nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), devono essere garantiti ai cittadini. Tutto ciò nonostante ai lavoratori vengano imposti continui sforzi in termini di prestazioni di lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive».
In tali condizioni, viene meno, per la Cgil, il diritto alla salute: «Le linee politiche regionali dovrebbero pensare a investimenti, piuttosto che a tagli. Di contro, invece, la spesa per il personale nell’Asl è passata da 197,7 milioni di euro del 2016 a 196,4 milioni del 2017, un ulteriore impoverimento della spesa del personale che, come più volte dichiarato (anche dalla stessa Asl), non è sufficiente a garantire i servizi pubblici essenziali. Va ricordato», sottolineano i rappresentanti del sindacato, «che l’atto di programmazione regionale prevede per il 2018 una spesa per il personale pari a 196 milioni, e che per il rispetto di tale limite di spesa la Asl ha confermato il blocco del turn over al 50%, con le evidenti ripercussioni che tali imposizioni avranno sull’intero sistema sanitario provinciale, peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro dei dipendenti».
Cresce anche l’età anagrafica dei dipendenti: «Senza azioni correttive volte a una completa revisione del fabbisogno di personale, e quindi senza nuove assunzioni», rimarca la Cgil, «sia le condizioni di lavoro, sia la garanzia dei Lea e la qualità dei servizi verranno ulteriormente compromesse. Infatti, circa il 44% dei lavoratori si trova in età compresa tra i 57 e i 67 anni, contro il 10% di età compresa tra i 20 e i 39 anni. Bisogna inoltre rilevare che una quota pari al 12% dell’attuale forza lavoro è composta da lavoratori precari, in particolare 280 lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, a cui si aggiungono 120 lavoratori assunti in somministrazione. A tutto ciò va aggiunto un numero consistente di lavoratori precari che sono assunti dalle cooperative».
©RIPRODUZIONE RISERVATA