Ospedali, materiali sanitari carenti L’Asl: disagi superati, meno sprechi

Protestano i consiglieri regionali Di Benedetto e Fedele: la salute delle persone viene prima dei bilanci Il direttore Di Stefano: solo una fase transitoria, somme recuperate investite in organici e tecnologie
L’AQUILA. Carenze di materiali nei reparti. L’Asl finisce sotto accusa e si difende. «Il cambio delle modalità di acquisto dei presidi chirurgici, necessario per evitare gli sprechi degli anni scorsi e fare investimenti con le somme recuperate, ha dato vita una fase di transizione da cui sono scaturite delle difficoltà che saranno superare col nuovo approccio operativo», precisa il direttore del dipartimento chirurgico della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Pierluigi Di Stefano, illustrando i contenuti emersi dalla riunione dei giorni scorsi con dirigenza e chirurghi. Sono stati alcuni consiglieri regionali a sollevare la questione dell’approvvigionamento dei materiali negli ospedali della provincia accusando l’Asl di presunte carenze che starebbero generando disagi al personale medico e di conseguenza all’utenza. «La direzione della Asl1 dovrebbe impegnarsi a mettere a sistema una soluzione efficace sull’approvvigionamento, perché parliamo di un cambio di metodo mastodontico, sul quale possiamo anche essere d’accordo, ma sarebbe dovuto avvenire con una programmazione tale da non mettere a rischio nessun servizio», afferma il consigliere del Movimento 5 stelle, Giorgio Fedele, «chiederò al presidente della commissione Sanità Mario Quaglieri di indire immediatamente una seduta sul tema». «L’incontro fra management e medici della Asl 1 si è reso necessario per far fronte a una disfunzione del grave difetto di approvvigionamento dei materiali, in numero e qualità», aggiunge il consigliere Americo Di Benedetto (Legnini presidente), «una gestione che genera imbarazzi e crescente preoccupazione in un momento delicato in cui le risorse dovrebbero essere implementate piuttosto che ridotte. Un risparmio ci può essere laddove si attui una razionalizzazione oculata delle spese che, però, non sfoci mai in un disservizio: la salute delle persone vien prima dei bilanci». Accuse rispetto alle quali l’azienda sanitaria è intervenuta con una nota. «L’esame della situazione e la soluzione dei disagi dovuti all’introduzione di questi cambiamenti nell’approvvigionamento del materiale da sala operatoria», aggiunge il direttore del dipartimento chirurgico, «era in agenda da molti mesi ma, a causa della quarta ondata della pandemia, il confronto con i chirurghi e la dirigenza era stata rinviato e solo nei giorni scorsi è stato possibile effettuarlo. Nel passato», afferma Di Stefano, «l’acquisto dei materiali veniva fatto in maniera diretta e con questa modalità la spesa aumentava fino a raddoppiare. Era quindi doveroso modificare le procedure di acquisto, aspetto condiviso da tutti i chirurghi, per recuperare risorse e reinvestirle per potenziare organici e tecnologie. Da parte sua la direzione dell’Asl ha riconosciuto che in questa fase di transizione bisognava procedere comunque agli acquisti di presidi necessari per il proseguimento dell’attività operatoria. Per quel che riguarda il personale», prosegue ancora Di Stefano, «alcune sale operatorie sono in sofferenza perché gli infermieri spostati ai reparti Covid non sono stati sostituiti, difficoltà colmate grazie alla dedizione del personale di sala operatoria che ha effettuato turni aggiuntivi molto gravosi. La direzione dell’Asl ha assicurato che al più presto tali carenze verranno colmate. Mi auguro, come sta già accadendo, che vi sia un dialogo sempre più continuo e serrato fra gli operatori della chirurgia e i vertici Asl al fine di centrare l’obiettivo di gran lunga più importante, la cura e l’assistenza del malato. Anche se non adeguatamente divulgate», conclude Di Stefano, «la nostra azienda è fatta di eccellenze che le consentono di essere la prima in Abruzzo per mobilità attiva». (f.d.m.)
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