Ottanta operai occupano la Vesuvius

Temono che la produzione di Avezzano possa finire all’estero, stop ai rifornimenti per tutte le acciaierie d’Italia
AVEZZANO. Temono che la produzione della fabbrica possa finire all’estero e, visto che la società non dà risposte, occupano l’azienda e bloccano la produzione. Ottanta dipendenti delle Vesuvius da ieri mattina hanno incrociato le braccia contro la multinazionale con sede a Londra.
Ad accendere la miccia della protesta è la riorganizzazione aziendale che la Vesuvius sta effettuando in tutta Europa. Dalla chiusura dello stabilimento in Repubblica Ceca, infatti, gli avezzanesi attendevano un incremento del lavoro che invece non c’è stato.
E, oltre a non arrivare le commesse dall’Est Europa, nello stabilimento della zona industriale della città è iniziata a serpeggiare preoccupazione per il futuro. Per questo venerdì scorso e lunedì i lavoratori avevano deciso di organizzare un picchetto fuori dai cancelli con l’intento di far sentire la loro voce e chiedere alla Regione di convocarli per un faccia a faccia con la proprietà. «L’azienda, chiamata dalla Regione, doveva arrivare all’incontro per darci delle risposte concrete, le dovevano ai lavoratori», ha commentato Domenico Fontana della Cgil, «e invece ha delegato dei responsabili italiani che non sapranno dirci nulla sulla nostra situazione e soprattutto sul nostro futuro. Questa è un’azienda giovane e molto produttiva, ma la nostra preoccupazione è che possa essere chiusa. Il sentore, purtroppo, è questo. Auspicavamo un confronto reale con l’azienda che di fatto non ci sarà. Per ora non ci resta che aspettare l’incontro di domani (oggi per chi legge, ndc) e se dovesse servire chiederemo di avviare una trattativa a livello ministeriale».
La Vesuvius, con i suoi 80 dipendenti quasi tutti con meno di 45 anni di età, è un anello produttivo fondamentale per molte fabbriche italiane.
Nello stabilimento, infatti, si creano stampi per gli altiforni che servono poi per le acciaierie di tutta Italia. Il blocco della produzione alla Vesuvius di Avezzano, l’unica realtà della nazione che produce questi elementi, sta creando disagi nelle acciaierie della penisola, compresa nella tristemente nota Ilva di Taranto.
«Abbiamo organizzato delle squadre e rimarremo nell’azienda fino a quando sarà necessario», ha precisato Emiliano Di Salvatore, della Rsu di fabbrica, «avevamo chiesto solo maggiore chiarezza sul nostro futuro. Dopo la riorganizzazione aziendale di tanti stabilimenti della compagnia in Europa è giusto avere delle risposte. La società con sede a Londra doveva inviare delle persone rappresentative per l’incontro in Regione, un amministratore delegato, un dirigente, e invece sarà rappresentata da Chiara Spadoni, responsabile delle risorse umane Italia, che non ci darà le risposte che vogliamo. Siamo disposti ad andare con l’occupazione della fabbrica, anche per giorni, se non sapremo quale sorte ci toccherà».
I dipendenti ieri sera si sono attrezzati per mangiare e dormire in azienda. Una prova di forza che andrà avanti almeno fino a oggi, quando una delegazione della Vesuvius sarà all’Aquila per incontrare, insieme all’assessore regionale alle Attività produttive, Giovanni Lolli, i responsabili della multinazionale.
Eleonora Berardinetti
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