Otto salme senza nome L’odissea dei familiari

2 Febbraio 2019

TAGLIACOZZO. Attendono da quasi dieci anni un nome sulle salme dei loro familiari esumate dal cimitero di Tremonti a causa di un’alluvione e ritrovate solo nel 2017. La storia dei defunti della...

TAGLIACOZZO. Attendono da quasi dieci anni un nome sulle salme dei loro familiari esumate dal cimitero di Tremonti a causa di un’alluvione e ritrovate solo nel 2017. La storia dei defunti della piccola frazione montana di Tagliacozzo sembra infinita e quei morti ancora non hanno pace. «Ho scritto dieci lettere al Comune affinché venga apposto un nome sulla tomba», ha spiegato un familiare, «ma è arrivato a novembre scorso solo un foglio di carta con l’elenco». Ora le 8 cassettine di metallo si trovano in un fornetto, tutte insieme. I resti erano stati ritrovati nel 2017 e il 22 agosto con una cerimonia religiosa furono riportati in paese. Da allora, nonostante le richieste, il nome sulla lapide non è mai arrivato. Promotore delle iniziative legali e amministrative era stato il cavalier Eligio D’Andrea che della vicenda aveva investito il prefetto, le forze dell’ordine e altre autorità. «Per quanto riguarda i nomi dei defunti», protesta D’Andrea, «ho scritto al sindaco e all’ufficio tecnico. Ho inviato sei lettere protocollate all’Ufficio tecnico e all’attenzione del dirigente Roberta Marcelli due raccomandate. Quello che ancora non ho potuto scrivere è stata la parola fine su questa storia e neanche leggere sul marmo del cimitero i nomi dei nostri cari. Il 22 settembre mi è arrivata una lettera di risposta alla prefettura da parte del Comune che riportava: “abbiamo provveduto a incaricare la ditta per la questione salme e stiamo sollecitando”. In un’altra il sindaco di Tagliacozzo mi aveva scritto: “carissimo Egidio questa mattina ho parlato con il dirigente Marcelli che aveva già sollecitato la ditta. Oggi stesso risolleciterà l’interessato e ti daremo notizia del compimento dell’operazione”. Tutte promesse mai mantenute. Quando il 2 novembre scorso sono tornato e sono andato a trovare i defunti c’era un foglio di carta con i nomi sul fornetto. Oltretutto i nomi erano diventati sei, come se due morti in più o in meno non facessero differenza. Ho chiesto delucidazioni all’Ufficio tecnico e non ho mai avuto risposte». (p.g.)
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