Ovidio, 700 pagine raccontano un mito riabilitato nel futuro

25 Novembre 2018

Presentato il libro sulle celebrazioni per il Bimillenario Gli studenti in teatro recitano versi tratti dalle Metamorfosi

SULMONA. Con la presentazione al Teatro “Maria Caniglia” del prestigioso volume, di quasi 700 pagine, che raccoglie gli Atti del convegno internazionale di studi “Ovidio 2017. Prospettive per il terzo millennio”, si è chiuso il segmento scientifico delle celebrazioni per il Bimillenario della morte di Ovidio, al quale Sulmona diede i natali. Il volume, edito da “Ricerche&Redazioni” e curato da due insigni latinisti, Paolo Fedeli e Gianpiero Rosati, si avvale del contributo di 27 tra i più grandi studiosi di tutto il mondo dell’opera ovidiana.
Nel porgere il saluto agli ospiti, la sindaca Annamaria Casini, ha ripercorso le tappe dello straordinario evento quale è stato per Sulmona la celebrazione del Bimillenario ovidiano. Il momento più significativo c’è stato, il 6 aprile, con la presenza a Sulmona del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Ma l’onore più grande che Sulmona poteva rendere al suo figlio più illustre», rileva con una punta di orgoglio la Casini, «era la sua riabilitazione: un sogno divenuto realtà».
Il 14 dicembre 2017, infatti, in Campidoglio, l’assemblea capitolina, alla presenza di una delegazione di Sulmona, della quale oltre alla sindaca e al presidente del consiglio facevano parte studenti e insegnanti del Classico “Ovidio”, ha “revocato” il decreto con il quale Augusto, l’8 d.C., aveva “relegato” il poeta a Tomi, sul Mar Nero. La relegatio, in base al diritto romano, andava comminata a seguito di un processo pubblico e ratificata dal Senato. Ma Augusto aveva deciso da solo. Revocando il decreto di condanna, l’assemblea capitolina – la sola titolata a farlo, essendo idealmente la continuità storica del Senato e del Popolo di Roma – ha riparato al grave torto fatto a Ovidio da Augusto. «L’esilio di Ovidio», commentò Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Roma, «ricorda tanto le repressioni dei despoti moderni che vedono nella libertà di espressione un pericolo al loro opprimente potere.
L’assemblea capitolina, revocando simbolicamente la relegatio a Ovidio, oltre a rendere giustizia, se pure postuma, al grande poeta, ha inteso riaffermare con forza il diritto degli artisti di potersi esprimere liberamente, senza condizionamenti di sorta». L’assemblea capitolina aveva preso in seria considerazione la delibera, approvata all’unanimità, dal consiglio comunale di Sulmona il 16 marzo 2012. Con la quale venivano recepite la sentenze di assoluzione di Ovidio in due processi: il primo celebrato il 10 dicembre 1967, un decennio dopo la celebrazione del Bimillenario della nascita del poeta, e quello di appello il 9 dicembre 2011, e le si trasmetteva, insieme a una petizione sottoscritta da 330 cittadini, all’assemblea capitolina perché revocasse la relegatio.
Dopo gli interventi del sindaco di Ovidiu (città romena gemellata con Sulmona), George Scupra, del presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, e dei docenti Paolo Fedeli, Gianpaolo Rosati, Biagio Conte, Claudio Strinati, Rosalinda Inglisa, gli studenti dello Scientifico “Fermi” Luigi Marrese e Flavio Di Fonzo e del Classico “Ovidio” Benedetta Cutarella, Alberto Angeloni, Sara Terracciano e Beatrice Bonitatibus, hanno recitato dei versi tratti dalle “Metamorfosi” sul mito di Icaro e di Narciso.
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