Pace: «Uno scandalo, condannato senza colpe»

Lo sfogo dell’ingegnere di Pratola Peligna: sono a posto con la coscienza Tancredi Rossicone si è chiuso nel silenzio difeso dai compaesani di Scanno
PRATOLA PELIGNA. Non ci sta a passare come responsabile della morte di otto ragazzi. L’ingegnere Berardino Pace è di Pratola Peligna. ed è stato condannato a quattro anni (in via definitiva) dopo la sentenza della Cassazione nel processo per il crollo della casa dello studente di L’Aquila. Nel crollo avvenuto durante la notte del terremoto del 6 aprile 2009, morirono otto ragazzi.
«Abbiamo fatto solo degli adeguamenti agli impianti e al bagno per i disabili», ha detto l’ingegnere contattato telefonicamente, «quando siamo arrivati noi la struttura era già dotata di collaudo del Genio civile, documento di agibilità, era stata acquistata dal Comune e aveva tutte le carte in regola. Solo fino a ieri pensavo che la Cassazione fosse immune dalle influenze ambientali, ora mi devo ricredere e sono rimasto scandalizzato e allucinato davanti ad una sentenza che non condivido. Credo che si sia solo cercato di dare dei volti e dei nomi a dei capri espiatori più che fare una ricerca seria e scrupolosa della verità. Per fortuna, in tutta coscienza, non mi sento responsabile della morte di otto ragazzi e questo mi aiuta ad andare avanti». Parole pronunciate con la forza di chi non ci sta a farsi ricadere addosso più della già pesante sentenza arrivata a conclusione di un lungo processo. "Ci siamo ritrovati in questa vicenda con una condanna pesantissima", conclude, "peccato però che per tutti i veri responsabili non ci sia ora nessuna giustizia e condanna. Ricordo che noi abbiamo fatto solo alcuni interventi rispetto ad altri che hanno progettato e gestito l’edificio sin dal 1962". Intanto a Pratola Peligna in molti hanno fatto sentire la propria solidarietà verso il professionista e la sua famiglia.
Sconcerto e dispiacere a Scanno dopo la notizia della condanna di Tancredi Rossicone, 59 anni, ingegnere, sposato, con tre figli e specializzato nell’edilizia civile ed industriale, ristrutturazioni e impianti.
«Si tratta di un grande professionista», dicono alcuni concittadini, «e anche se la Corte di Cassazione ha confermato la condanna la sua professionalità e serietà non possono essere messe in discussione. Dispiace per le famiglie che hanno perso i loro ragazzi, ma per noi è una condanna ingiusta dal momento che i lavori di ristrutturazione non hanno inciso in alcun modo sulla stabilità dell’edificio».
L’ingegner Rossicone è stato progettista e direttore di tanti lavori e opere realizzate a Scanno e in tanti comuni della Valle del Sagittario e della Valle Peligna. È stato l’autore del progetto pilota per la valorizzazione del centro storico di Scanno, di alcuni lavori sul bacino sciistico di Monte Rotondo, e della scala di emergenza in acciaio della scuola “Romualdo Parente”. Ha atteso la sentenza in paese e si è chiuso nel massimo riserbo.
Federico Cifani
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