Padre esasperato fa bloccare lo spaccio

29 Agosto 2015

Arrestato uno straniero irregolare, a febbraio il genitore aveva sparato in aria per intimorire chi cedeva cocaina al figlio

CELANO. Quel padre disperato era andato a “caccia” di spacciatori, stanco di vedere un figlio smarrito dietro alla droga, e in preda all’ira aveva esploso colpi di fucile in aria.

Da quell’episodio, avvenuto lo scorso febbraio a Borgo Ottomila, nel Fucino, sono scattate le indagini dei carabinieri che l’altra sera hanno portato all’arresto di un immigrato irregolare. Uno dei tanti che hanno in mano lo spaccio nel Fucino.

Al giovane si rivolgevano tossicodipendenti da gran parte della Marsica.

Da mesi i carabinieri della compagnia di Avezzano, al comando del capitano Enrico Valeri, si erano messi alla ricerca di chi era all’apice dello spaccio nella borgata di Celano. E così è stato organizzato un apposito team investigativo, composto dai militari di Gioia dei Marsi e di Ortucchio. I carabinieri sono stati pazienti, hanno organizzato servizi notturni, avvalendosi anche di unità cinofile e di visori notturni, con speciali occhiali a infrarossi. Sono così riusciti a documentare lo spaccio, andato avanti per mesi, ad opera di Abdenubi Bannaoui, marocchino 19enne irregolare in Italia e senza fissa dimora. Ad aprile era già stato fermato dai militari, poco lontano dal centro di Borgo Ottomila. Gli erano state trovate tre dosi di cocaina nascoste nel bavero del giubbetto. In quell’occasione, su disposizione del pm di turno, fu denunciato. Bannaoui viveva e operava all’interno di una cabina dell’Enel dismessa, a due passi da un incrocio della Provinciale “Marruviana”. È qui che i carabinieri al comando dei due marescialli a capo delle stazioni, Loreto Ferrari e Pasquale Leone, sono andati ad arrestarlo, su disposizione del pm della Procura di Avezzano, Roberto Savelli e su richiesta del gip Maria Proia. Bannaoui spacciava quasi esclusivamente cocaina. Tanti i clienti che arrivavano nella cabina nascosta nelle buie campagne del Fucino per rifornirsi di droga. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, gli acquirenti arrivavano soprattutto da Luco, Trasacco, Lecce nei Marsi, Gioia e Ortucchio. I loro nomi e le loro posizioni, adesso, sono al vaglio degli inquirenti. I carabinieri, durante le indagini, hanno ascoltato infatti diversi clienti, che hanno raccontato da dove proveniva la sostanza stupefacente. Tanti gli episodi di spaccio riconducibili al marocchino e documentati dai carabinieri, che hanno poi presentato in Procura la relazione in cui erano chiariti gli elementi di colpevolezza.

Bannaoui, che deve rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti, è rinchiuso nel carcere San Nicola.

Magda Tirabassi

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