Padre-orco, orrore ricostruito in tribunale

22 Luglio 2016

PESCINA. Prima di morire si erano confidate con un’amica. Le hanno raccontato tutto: dalle angherie alle violenze sessuali, tutte le umiliazioni viste e subite. Fatima e Senade, rispettivamente...

PESCINA. Prima di morire si erano confidate con un’amica. Le hanno raccontato tutto: dalle angherie alle violenze sessuali, tutte le umiliazioni viste e subite. Fatima e Senade, rispettivamente moglie e figlia di Veli Selmanaj, il kossovaro che le uccise, nel 2013, a colpi di pistola fuori da un supermarket di Pescina, hanno avuto il coraggio di descrivere minuziosamente a una collega i lunghi inverni passati a Venere di Pescina, terrorizzate dai comportamenti dal padre-padrone. Ieri, l’amica delle vittime – che lavorava con loro in un’azienda agricola del Fucino – è comparsa in aula, in qualità testimone, davanti ai giudici del tribunale di Avezzano, nell’ambito del procedimento per violenza sessuale a carico di Selmanaj, attualmente detenuto nel carcere di Teramo dove sta scontando l’ergastolo per il duplice femminicidio. La donna ha confermato tutto quello che il pubblico ministero ha riportato nei capi d’imputazione: calci, schiaffi, pugni e abusi sessuali sulle tre figlie, all’epoca tutte minorenni. Dopo la donna ha testimoniato anche il titolare dell’azienda agricola dove le due erano impiegate. I giudici hanno rinviato l’udienza al 22 settembre prossimo. Selmanaj è difeso dagli avvocati Davide Baldassarre e Antonio Milo, mentre la parte civile è rappresentata da Leonardo Casciere. (d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA