Paese sotto choc per la morte del pastore

Oggi l’autopsia del 23enne della Guinea morto per le esalazioni di monossido di carbonio da un braciere dove dormiva
SULMONA. Il paese è sotto choc per la morte del pastore. È stata fissata per questa mattina, subito dopo il conferimento dell’incarico, l’autopsia su Korouma Ousmane, il giovane pastore di 23 anni, originario della Guinea, trovato morto sabato scorso in un’azienda agricola di Goriano Sicoli.
Lo ha deciso il sostituto procuratore Stefano Iafolla, che ha avviato sul caso un’indagine tesa a scoprire eventuali responsabilità sulla morte del giovane africano. Ad eseguire l’autopsia sarà l’anatomopatologo Luigi Miccolis, che dovrà accertare, oltre alle cause del decesso, anche se sul corpo del pastore vi siano altre ferite o se vengono riscontrate patologie che possano, in qualche modo, aver contribuito alla morte del giovane.
Dal primo esame eseguito dal medico legale, subito dopo il ritrovamento del corpo di Karouma, il decesso sarebbe avvenuto a causa del monossido di carbonio, sprigionato da un braciere che il pastore aveva acceso per riscaldare l’ambiente dove dormiva.
Intanto, ieri mattina, i carabinieri della stazione di Goriano Sicoli hanno ascoltato come persone informate dei fatti sia il proprietario della stalla dove è morto il 23enne, che l’allevatore affittuario, originario di Ceccano (Frosinone), ma residente a Sulmona.
La morte del giovane africano ha avuto anche reazioni politiche. Dopo Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, è intervenuto sul caso il consigliere comunale di Sulmona Fabio Pingue, il quale ha annunciato che «nella prossima seduta del consiglio comunale si osserverà un minuto di silenzio per ricordare il giovane pastore. Sebbene viviamo tempi fluidi che rincorrono il consenso giocando sulla paura dell’altro, la strada non può essere quella della barbarie. Per questo, nel momento della votazione sull’ordine del giorno per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre chiederò al consiglio comunale di Sulmona di osservare un minuto di silenzio per Ousmane, di fermarci, per ricordarci, nella nostra intimità più profonda, di restare umani», afferma Pingue.
Il 23enne della Guinea risulta residente a Firenze ed è arrivato nel luglio scorso a Goriano Sicoli per lavorare nell’azienda agricola.
La moglie e la figlia vivono in Guinea, mentre lo zio risiede a Firenze. I risparmi che metteva da parte il giovane servivano proprio per sfamare la sua famiglia. Il sindaco di Goriano Sicoli, Rodolfo Marganelli, si è detto disponibile «a farsi carico della situazione, fornendo tutto l’apporto possibile alla moglie del pastore e alla bambina e all’intera famiglia».
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