Paesi, ricetta per il futuro

20 Marzo 2016

Da uno studio emergono le «vocazioni» su cui puntare

L’AQUILA. «Una nuova rete infrastrutturale verde, sostenibile e produttiva, può consentire ai centri storici di tornare ad essere polarità vitali, economiche e sociali, riequilibrando il rapporto uomo-natura attraverso il riconoscimento di valori identitari forti, quali l'area rurale, l'area boschiva, il percorso fluviale, i tessuti storici dei centri, il sistema naturalistico dei sentieri».

È l'analisi che emerge dal terzo ciclo di Atelier organizzato dal Laboratorio Antea dell'Università in collaborazione con il laboratorio Lauraq dell'Istituto nazionale di urbanistica, dall'8 al 18 marzo, incentrato sulla sperimentazione di temi urbani individuati in corrispondenza di alcune aree complesse dell'Aquila. Un workshop realizzato da studenti della facoltà di Ingegneria dell'Aquila e dell'Ateneo Tecnologico de Monterrey (Messico), coordinato dal comitato civico Fr.Azioni Fra.Intese di Sassa.

«Il lavoro con la supervisione dei professori Fabio Andreassi, Donato Di Ludovico e Stefania Biondi, ha prodotto un risultato di grande valore per la comunità e un rinnovato interesse sulle tematiche affrontate» spiega Quirino Crosta, del Comitato «si sono riscoperte oggi le vere vocazioni di questa zona: residenza, turismo e ricettività. Auspichiamo che vengano recepite nel nuovo piano regolatore le cose che la progettazione partecipata ha espresso». Attraverso l'azione dei principali attori locali, dovranno venir promossi gli elementi culturali che consentiranno l'attuazione di tutto ciò: un patto sociale di sviluppo sull'uso del suolo, per una rinnovata economia rurale, il contratto di fiume, il distretto rurale e una rete di mobilità capace di recuperare la disastrosa situazione attuale. «Ad oggi abbiamo un rapporto compromesso e disfunzionale fra traffico-edificato-ambiente, che svilisce tutte le eccellenti potenzialità del nostro paesaggio. Promuovendo la futura pianificazione nell'ottica del paesaggio rurale, inteso come palinsesto di valori storici, sociali e culturali condivisi, sarà possibile condurre una progettazione partecipata rispettosa della dignità del territorio e dell'uomo che lo abita» sottolinea Crosta «il Comitato ripeterà presto l'incontro per approfondire le soluzioni progettuali proposte, di fondamentale interesse per tutti i residenti che, insieme al Centro territoriale permanente, stanno affrontando il delicato tema del documento preliminare, richiesto dall'ufficio pianificazione urbanistica del Comune dell'Aquila per il nuovo piano regolatore».

Michela Corridore