«Paga o stai attento», presi tre estorsori

24 Settembre 2016

Operaio assolda un rom e un suo amico per spaventare il capo e avere gli stipendi arretrati, telefonate e sms intercettati

di Pietro Guida

AVEZZANO

Paga o stai attento: «Riceverai la visita di persone pericolose». L’imprenditore edile se l’è sentito ripetere spesso, ma non si è fatto intimorire, è andato dai carabinieri e ha permesso l’arresto di tre persone. Sotto accusa sono finiti Neculae Strambeanu, romeno, 63 anni, l’operaio edile non pagato, Gianluca Caringi, 29enne , presunto intermediario, e Ferdinando De Silva (48), rom avezzanese, chiamato per risolvere la questione. Tre mensilità non pagate si sono trasformate in un vero incubo per un imprenditore di origini romene fallito a causa della crisi. Il debito iniziale era di 2.900 ma con il tempo e le minacce è lievitato fino a 15mila. A quel punto il titolare della ditta ha deciso di rivolgersi ai carabinieri denunciando l’accaduto. I fatti risalgono al periodo tra maggio dello scorso anno e marzo 2016. D.M.B., l’impresario già afflitto dalla crisi economica che aveva colpito la propria impresa, finito sul lastrico e oberato dai debiti, non era riuscito a far fronte ai propri impegni con alcuni suoi dipendenti, e proprio uno di questi, Strambeanu, pretendendo una cifra spropositata rispetto al credito maturato e sentendosi rifiutare il pagamento, aveva deciso di passare alle maniere forti, chiamando in causa gli amici. Da qui l’interessamento di una famiglia rom di Avezzano e l’inizio di un calvario per il destinatario di minacce velate ed esplicite, visite a domicilio, telefonate e messaggi minatori: «Ci faremo vivi presto, paga e finisce la storia». Il tentativo di estorsione in concorso è stato messo in atto con professionalità criminale visto che, secondo i militari della compagnia di Avezzano, guidati dal comandante Enrico Valeri, gli estorsori un giorno erano violenti e senza scrupoli, pronti a fare del male, il giorno successivo amichevoli e comprensivi, intenzionati a dilazionare pagamenti, a posticipare scadenze e appuntamenti, a capire il disagio vissuto dal debitore. Per poi tornare subito dopo privi di scrupoli. Tutto ciò interpretando i diversi ruoli: l’amico intermediario, il violento scagnozzo definito dal giovane avezzanese «il capo degli zingari di Avezzano», il fantomatico mercenario incaricato del recupero dei crediti nei confronti dell’operaio non pagato. Dopo la denuncia, i carabinieri hanno avviato le indagini per cercare elementi di prova a carico degli indagati. È scattato così il provvedimento del giudice per le indagini preliminari, Maria Proia, e per i tre presunti estorsori sono arrivati i guai. Al romeno e al giovane marsicano, difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, sono stati concessi i domiciliari, mentre De Silva è stato rinchiuso nel carcere di Avezzano.

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