Paganica, alunni della primaria incontrano lo scultore Di Carlo

22 Gennaio 2022

L’AQUILA. Gli alunni della scuola primaria di Paganica hanno incontrato lo scultore Valter Di Carlo. «L’artista», si legge in una nota, «si è presentato con una semplicità tale da incoraggiare i...

L’AQUILA. Gli alunni della scuola primaria di Paganica hanno incontrato lo scultore Valter Di Carlo. «L’artista», si legge in una nota, «si è presentato con una semplicità tale da incoraggiare i bambini a esprimere i loro più profondi sentimenti e questo la dice lunga sul loro bisogno di relazioni autentiche che si aspettano dagli adulti. Un bambino ha chiesto: “Valter, perché hai cominciato a scolpire?” “Perché mi sentivo libero di esprimere le mie emozioni e questo mi fa stare bene”, è stata la risposta. Ma il racconto che ha sbalordito la maggior parte degli alunni è stato quando l’artista ha raccontato di una sua scultura che durante il trasporto si è rotta. Per realizzarla aveva impiegato circa un mese e mezzo. “Ma ti sei arrabbiato?”, ha chiesto una bimba. La risposta è stata: “I trasportatori erano in preda al panico, ma io ero tranquillissimo perché era un’occasione per farne un’altra ancora più bella”. Un altro alunno gli ha detto: “Io so chi sei tu, sei quello che ha fatto la scultura della mischia del rugby”. Valter ha annuito e ha raccontato la sua esperienza come giocatore di rugby: “La potenza non è prepotenza ma è la capacità di stare al servizio degli altri. Per fare meta bisogna fare un gioco di squadra” . L’artista ha invitato i bambini a praticare lo sport per il benessere della mente, del corpo ma soprattutto del “cuore” (parola spesso usata dall’artista). Di fronte alla scultura dedicata al sisma del 6 aprile 2009 gli alunni si sono soffermati con un silenzio di chi non ne capisce il perché, ma ne avverte tutta la tragicità. Sono state poi proiettate altre sculture tra le quali il monumento al Milite Ignoto di Pianola dove si vede un soldato che trasporta sulle spalle un ferito. “Mentre scolpivo il soldato”, ha detto Di Carlo, “pensavo che a lui non importava a quale religione o etnia appartenesse l’amico ferito, il suo scopo era quello di salvarlo”. L’artista fa poi fatto riferimento alla capacità che ogni bimbo ha di esprimere bellezza perché ognuno è chiamato a rispettare il mondo quale opera d’arte più importante che conosciamo. La scuola”, conclude la nota, “ringrazia lo scultore Valter Di Carlo per la sua testimonianza preziosa e per aver condiviso con i bambini le sue più profonde emozioni. Grazie anche alla dirigente scolastica Giovanna Caratozzolo per aver dato il consenso a tale iniziativa e per essere sempre pronta ad accogliere nuovi modi di fare scuola».