Paganica, così cambia la festa di Sant’Antonio

17 Gennaio 2015

PAGANICA. Nella ricorrenza di Sant'Antonio Abate il giorno 17 gennaio, per secoli dopo la Messa officiata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Paganica, era consuetudine benedire gli animali...

PAGANICA. Nella ricorrenza di Sant'Antonio Abate il giorno 17 gennaio, per secoli dopo la Messa officiata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Paganica, era consuetudine benedire gli animali indispensabili per il lavoro agricolo – poiché fino agli anni Sessanta del secolo scorso non c'era famiglia che non ne avesse almeno uno di proprietà. Si ammassavano nelle aie di Sant'Antonio fino al piazzale del convento dei frati e poi sfilavano davanti alla chiesa dove l'officiante di turno li benediva uno ad uno. Con l'avvento del boom industriale già verso la metà degli anni Sessanta e l'abbandono dei campi a favore dell'edilizia e delle fabbriche, gli animali domestici furono svenduti per carne da macello. Per cui nella ricorrenza degli anni a seguire, invece di benedire gli animali, lunghe code di luccicanti macchine, ne presero il posto quale segno di progresso e benessere. Nel gennaio del 1972, il parroco Don Riccardo Fiaschetti, già da qualche anno venuto dalla parrocchia di Rocca di Mezzo, inventò la "Sagra del Fagiolo". Furono cucinati un quintale e mezzo di fagioli con cotiche, la distribuzione avvenne in Piazza della Concezione gratuitamente insieme ad un bicchiere di vino, due fette di pane e una salsiccia! L'autostrada non era ancora aperta per cui alle centinaia di sciatori che scendevano dal Gran Sasso non parve vero trovare la cena pronta e a quel prezzo! L'anno successivo nella stessa circostanza il dinamico parroco, oltre a riproporre la seconda sagra del fagiolo, riportò in auge un'antica corsa cosiddetta del "cappello" le cui prime testimonianze risalgono al Seicento. Dal 6 aprile 2009 la chiesa è inagibile, gravemente danneggiata dal sisma, ma la Confraternita di Santa Maria degli Angeli anche quest'anno per onorare l'antica tradizione ha programmato la benedizione degli animali domestici – forse saranno solo cani e gatti – quando la processione dalla chiesa degli Angeli Custodi si porterà alla chiesa là dove prima del sisma si trovava la statua di Sant'Antonio Abate.

Come si può notare anche in questa circostanza la tradizione si adegua ai tempi poiché non essendoci nel paese animali per il lavoro agricolo (se non qualche caso sporadico) si ripiega su cani e gatti una volta del tutto estranei a questa tradizione.

Raffaele Alloggia