Paganica, lavori attesi per le scuole e le chiese Sassa chiede attenzione

Sulle istanze delle frazioni si accende la campagna elettorale Il sindaco Biondi inaugura l’ampliamento del cimitero di Filetto
L’AQUILA. Non solo centro storico. La partita del voto si gioca anche – e soprattutto – sulle frazioni. La campagna elettorale scalda i motori su alcune delle principali emergenze del territorio. Ieri, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e dell’assessore Fabrizio Taranta, sono stati consegnati i lavori per l’ampliamento del cimitero di Filetto. Le opere, per 242mila euro, consisteranno nell’allargamento dell’area cimiteriale, nella realizzazione di un parcheggio, di nuovo muro di cinta e del campo di inumazione oltre alla predisposizione di zone per cappelle private e loculari. Lavori in 6 mesi. «Un’iniziativa attesa dalla comunità locale sin dagli anni ‘90 e a cui nessuna amministrazione prima d’ora è riuscita a fornire risposta concreta. Con la consegna e il successivo avvio dei lavori viene posta la parola fine a quasi 30 anni di ritardi per dotare anche questa frazione di spazi adeguati per la cura della memoria e del ricordo dei defunti», hanno dichiarato sindaco e assessore.
le spine di paganica
Di tutt’altro tenore la posizione di Deborah Palmerini, segretaria del circolo Pd Paganica e frazioni. «Dopo 4 anni di immobilismo e assenza del Comune dalle frazioni Est, i due interventi annunciati nei pressi del santuario della Madonna d’Appari sono quel poco che non basta e non illude. Tra il molto di cui il sindaco e la sua giunta non si sono occupati, ricordiamo che per i cimiteri di Camarda e Paganica sono stati annunciati i progetti esecutivi per nuovi loculari ma l’unica realizzazione è la pavimentazione in una piccola area del cimitero di Paganica, con l’apposizione di una gronda lungo un solo lato del tetto sovrastante, naturalmente quello a vista dalla pavimentazione nuova. Esiste da quasi 2 anni un finanziamento Cipe per ristrutturazione e messa a norma degli ambienti del Palazzo Ducale a Paganica. Nominati i progettisti da mesi, manca il progetto delle opere e, forse, un’idea efficace per il suo pieno utilizzo malgrado i recenti sopralluoghi. Gli unici lavori post-sisma risalgono al 2011-2012, pochi mesi per la progettazione esecutiva e la realizzazione. Le strutture scolastiche sono inserite in un masterplan del quale la popolazione ha solo sentito vagamente parlare. Vanno ricostruite, ampliate e riorganizzate, così come la viabilità a servizio. La media e alcune classi di primaria e infanzia stanno trascorrendo il tredicesimo anno nei Musp. La nuova caserma dei Carabinieri, alla quale l’amministrazione Cialente diede un’ottima collocazione a Paganica nella piazza centrale, è stata prima osteggiata e poi rivendicata dall’attuale amministrazione come progetto strategico nel comprensorio Est. Tuttavia non è dato sapere a partire da quando, considerando che la delibera di approvazione del progetto esecutivo risale al 2019. Fermi da anni i cantieri delle chiese, alcune solo puntellate dal 2009, altre con lavori di ristrutturazione parziali mai terminati. La chiesa della Concezione a Paganica e la parrocchiale di San Gregorio sono quasi terminate ma ferme da anni e non riconsegnate alla fruizione dei fedeli. Peggio la parrocchiale di Bazzano, chiusa da almeno 15 anni per essere stata interessata da lavori di rifacimento del tetto prima del 2009». L’elenco delle doglianze prosegue con la viabilità («troppe strade in dissesto»), con disagi segnalati a Tempera e Bazzano.
la voce di sassa
Per Claudio Robimarga, del Movimento culturale “Paesi nostri”, «va ripensato il ruolo delle frazioni, i nostri paesi vengono sempre messi in un angolo: l’angolo oscuro della non visibilità, l’angolo che si ignora, quello da cui partono proposte che non vengono ascoltate e, tanto meno, prese in considerazione. E dire che i paesani sul territorio ci vivono e sanno cosa ci sarebbe da fare nei piccoli e, a volte, spopolati villaggi che meriterebbero tanto di più del quasi niente che ricevono. Su queste comunità non si accende mai – se non per brutti fatti di cronaca – un faro che illumini la loro storia, la loro tipicità ma anche i disagi e le caratteristiche sociali. È ora di cambiare rotta».

