Paganica, paese dimenticato e mortificato

30 Novembre 2014

L’ingegner Iovannitti: con i provvedimenti adottati dalla giunta comunale il centro storico rinascerà fra decenni

Paganica è la più grande frazione del nostro Comune, il suo Centro Storico è attualmente completamente in Zona Rossa ed interdetto al transito, veicolare e pedonale, degli abitanti con una Delibera comunale dell'aprile 2009. Ma questo stesso Centro Storico, come quelli di tutte le frazioni, è abbandonato e a disposizione di chiunque voglia approfittarne. Ogni notte si riempie di poveri disgraziati che vagano tra le macerie e distruggendo ciò che ancora rimane, entrano nelle abitazioni violando l'intimità e strappando la memoria dei pochi oggetti ancora rimasti. Per questa frazione non si vede alcuna prospettiva di una futura rinascita, ed anzi alcuni atti esecutivi del Comune sembrano mortificare ancora la voglia di rinascere di una comunità ed alimentare quelle diffidenze nei confronti del Comune dell'Aquila, che dalla perdita della autonomia amministrativa del 1927, ciclicamente tornano e si alimentano della superficialità e della non curanza di alcuni amministratori. E l'ultimo esempio è la Determina n. 114 che fissa i Criteri operativi per la programmazione della ricostruzione privata nei centri storici delle frazioni. In essa vengono definite le condizioni di priorità per l'istruttoria e per la presentazione della seconda fase progettuale attraverso l'attribuzione di un punteggio per ogni comparto individuato nel Centro Storico. Le conseguenze che tale atto hanno determinato sono a dire poco aberranti. Per Paganica sono stati individuati 6 comparti delimitando vari aggregati, senza tener conto alcuno degli spazi pubblici, dei fronti sulle viabilità principali, del sistema delle piazze, della presenza dei sottoservizi, dell'orografia del territorio, della microzonazione sismica, della cantierizzazione, dimostrando che chi ha deciso tale ripartizione, oltre ad avere poca cognizione urbanistica, non conosce affatto il nostro paese. Sono stati poi individuati 5 indicatori ed a essi assegnati dei pesi che determinano il punteggio totale per ogni comparto e anche qui, a parte i due relativi alla presenza di abitazioni principali e di attività commerciali, la scelta di tali indicatori lascia spazio alle più svariate interpretazioni. Sarebbe stato preferibile fare delle scelte che considerassero altri parametri che tenessero conto della realtà sociale ed economica della frazione. Invece il risultato finale di tale atto, deliberato dalla Giunta Comunale è quello di determinare un Quadro di priorità generale, che classifica i vari comparti e impone all'Ufficio Speciale Ricostruzione dell'Aquila (Usra) di esaminare le pratiche, seguendo l'ordine di priorità individuato dalla Determina del Comune. Ed in base a ciò gli aggregati che insistono sulla piazza principale, da sempre luogo di incontro e di socializzazione nella quale si svolgevano le principali manifestazioni ed attività culturali e sulla quale si affacciano la Chiesa parrocchiale, il Palazzo Ducale, la villa comunale, la sede storica della Delegazione Comunale e una decina di attività commerciali, avranno la possibilità di presentare il Progetto esecutivo parte seconda dopo che si saranno "completati gli interventi negli altri comparti" e cioè dopo aver speso oltre 160 milioni! Ciò vuol dire, ad essere ottimisti, tra dieci anni! Queste considerazioni sono state fatte all'Assessorato alla Ricostruzione già dal mese di luglio, sono state sollecitate dai tecnici e da rappresentanti politici, misure per porre rimedio alle sconcertanti conseguenze che tale atto produce e individuata la soluzione indolore a tale atto chiedendo il rispetto delle priorità già individuate nell'Area omogenea Sub-Ambito 1. Infatti già nell'agosto del 2011, l'ambito di priorità nella frazione di Paganica, era stato individuato e contraddistinto nella cartografia comunale con uno dei pochi atti prodotti in concertazione con i tecnici locali e supportato non da asettiche formule matematiche ma secondo parametri oggettivi che individuavano quelle porzioni di territorio "omogenee in termini di localizzazione, accessibilità e logistica, interferenza con le zone maggiormente danneggiate, possibilità di rifunzionalizzazione dei servizi a rete" nelle quali prevedere prioritariamente gli interventi per garantire "la possibilità di rientro immediato nelle abitazioni con interventi di tipo edilizio da attuarsi in conformità con il vigente Prg". Ed allora si vorrebbe conoscere per quale motivo si stravolgono Atti di indirizzo e programmazione con la conseguenza che per completare i comparti "seguendo l'ordine di priorità individuato al fine di garantire il completamento degli interventi nelle zone interessatevi" come recita la Determina del Comune dell'Aquila, verranno riparati prima aggregati con seconde case che aggregati con prime case ma in comparti che la cervellotica scelta di una formula matematica ha assegnato un punteggio minore! Oggi alla luce delle sostanziali novità che per la prima volta vede previsti e stanziati i fondi per la ricostruzione nella Legge di Stabilità (oltre 6 miliardi di euro fino al 2020) e alle successive parole dell'Assessore alla Ricostruzione che nel precisare che "oramai non ci sono più alibi per nessuno, dobbiamo correre e far presto" affermava anche che "il cronoprogramma della ricostruzione esce rafforzato dalla certezza delle risorse e può anche essere accelerato ad esempio nelle frazioni" ci aspetteremmo che dalla sensibilità all'ascolto e dalla disponibilità alle modifiche manifestate dal Sindaco della nostra città si passasse ai fatti!

*ingegnere