Paganica ricorda la tragedia delle vittime nel sisma 1915

PAGANICA. Il terremoto del 13 gennaio 1915 portò morte e distruzione anche Paganica. In una cronaca dell’epoca si legge: «La violenza spaventevole del moto tellurico ha gettato la nostra pacifica...
PAGANICA. Il terremoto del 13 gennaio 1915 portò morte e distruzione anche Paganica. In una cronaca dell’epoca si legge: «La violenza spaventevole del moto tellurico ha gettato la nostra pacifica popolazione di Paganica in preda a un folle terrore che è venuto sempre aumentando per l'arrivo delle notizie catastrofiche di altrove e pervade tuttora ogni animo anche perché ha prodotto nel paese danni gravissimi. Difatti una gran parte dei Rioni più vecchi, costituita da vetusti fabbricati, è in rovina: molte case dovranno essere abbattute per molte altre sarà difficile e troppo costoso il restauro. Ma anche fabbricati non vecchi o rinnovati hanno sofferto in modo impressionante sì che non v'ha in essi muro o volta che non presenti lesioni o spostamenti tali da renderne dubbia la stabilità e pericoloso l'abitarvi. Alcune volte sono cadute dal primo urto ma non avremmo avuto delle vittime umane se una delle famiglie Romanelli non fosse tornata da qualche giorno innanzi ad abitare una casa cadente la quale rovinò travolgendo fra le macerie gli abitanti. Di essi, che furono certamente estratti dai carabinieri e dal popolo accorso, tre erano morti sul colpo, la madre e due figlioletti. Il padre in quell'ora era già fuor di casa. Ai bisogni attuali del popolo che in gran parte vive la più miserabile vita in capanne di connesse tavole e cenci, si tenta di sopperire – inadeguato rimedio – con un vagone di tavole mandato dal governo e con qualche distribuzione di legno e di pane a cura degli enti locali. Sarà un gran bene ma è poco davvero, tanto più che tutte le frazioni del Comune sono almeno in egual misura danneggiate e la vicina Tempera più di ogni altra mentre nei paesi del comune di Camarda i danni sono lievi e quasi non ve ne sono». In via delle Rocce morirono la madre Giacomina Moro di 38 anni, moglie di Luigi Romanelli e i figli Angelo Romanelli di 12 anni, Antonio Romanelli di 2 anni e 10 mesi, Olindo Romanelli di 2 mesi e 15 giorni. Si salvò solo una figlia di 14 anni seppur gravemente ferita. (g.p.)

