Paganica Rugby, mezzo secolo in un libro

In 12 capitoli l’avventurosa storia del club raccontata da Iovenitti, ricordati atleti e dirigenti scomparsi
L’AQUILA. Paganica Rugby 1969-2019 il racconto di un’avventura straordinaria. Il titolo del libro presentato nella club House della polisportiva Paganica negli impianti sportivi “Enrico Iovenitti”, in una sala gremita di appassionati rossoneri.
Il 2 novembre 1969 quindici giocatori in maglia rossonera di una squadra di rugby abruzzese, fino ad allora sconosciuta, entrano in campo per disputare la loro prima partita in un campionato nazionale di serie C. È solo l’inizio di una grande e straordinaria avventura che dura da cinquant’anni. «Sono emozionato a vedere presenti tanti personaggi che hanno fatto la storia del nostro club», introduce il presidente Antonio Rotellini, «con questo appuntamento, davanti alla storia del Paganica, concludiamo le celebrazioni del cinquantenario». A moderare l’incontro il giornalista Angelo Liberatore, con Barbara Lalli dell’Associazione teatrale “I panni sporchi” a deliziare la platea con alcune letture del testo. «Tante volte sono stato a Paganica come giocatore, allenatore e dirigente», afferma Claudio Perruzza, segretario generale della Federazione italiana rugby, «questa è una società ammirata per lo spirito di squadra, con un gruppo che poche realtà possono vantare».
Una pubblicazione che racconta in 12 capitoli la storia del club con formazioni, risultati ed un’attenta ricerca documentaria e fotografica. Una lunga storia caratterizzata da momenti difficili, ma anche indimenticabili, come la promozione in A2, poi la retrocessione in C, di nuovo il salto in B, il terremoto 2009 e la rinascita della nuova struttura societaria che lavora nello sport e nel sociale, sul territorio. «Del rugby sono appassionato, anche se non ho mai giocato», dice Paolo Leone, editore di Arkhè edizioni, «perché ho sposato la filosofia e di valori di questo sport». A Mario Coscione, Roberto Rossi e Pasquale Micarelli, prematuramente scomparsi nell’anno del cinquantenario, a tutti gli altri atleti e dirigenti che non ci sono più, a coloro che hanno fatto la storia della società e a tutti quelli che hanno un cuore rossonero è la dedica dell’autrice Cristina Iovenitti, presidente dell’associazione Biblipaganica e nipote di Enrico, fondatore e primo presidente della polisportiva. «Un libro che, dopo un anno di lavoro, sintetizza i tanti racconti ascoltati», afferma Cristina Iovenitti, «per una storia comune di una società che non è solo di rugby, ma tanto altro. I primi 20 anni sono stati ricostruiti grazie all’archivio di Giovanni Fiordigigli, poi i lunghi pomeriggi nell’archivio del quotidiano il Centro per raccontare le vicende anno per anno». Chiude ancora il presidente Rotellini, con uno sguardo al futuro «Nel prossimo quadriennio vogliamo potenziare la struttura societaria», promette il numero uno rossonero, «c’è bisogno del sostegno dell’amministrazione e della Federazione per migliorare le strutture che non sono più adeguate ai nostri numeri».
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