Paganica, vince il consorzio locale

Battaglia legale per la ricostruzione: la Corte d’Appello ha accolto un ricorso
L’AQUILA. Al termine di una battaglia legale durata quasi 5 anni il Consorzio costruttori di Paganica, creato per eseguire i lavori di ricostruzione post-sisma nel centro storico nella frazione aquilana, e formato da operatori economici paganichesi, ha vinto una controversia contro il Consorzio cooperativo costruzioni, un colosso imprenditoriale bolognese e contro il consorzio Integra anche esso emiliano. Infatti, una sentenza della Corte d’Appello ha accolto un ricorso presentato dagli avvocati Enzo Cacio e Maria Teresa Di Rocco per conto del consorzio aquilano. Questi i fatti. Il Ccc (Consorzio cooperativa costruzioni), in seguito ad accordi precedenti, era divenuto assegnatario di 2 aggregati da parte del gruppo paganichese e il consorzio Integra (unitamente al Ccc) pretendeva di subentrare nel consorzio paganichese per gestire, con contratto di affitto del ramo di azienda, appalti assegnati in precedenza alla ditta esecutrice ovvero il consorzio bolognese Ccc.
Poi, comunque, una delibera del Consorzio paganichese ha escluso il Ccc dal proprio nucleo stabilendo che non faceva più parte del sodalizio per mancanza di requisiti e la delibera era stata confermata da un arbitrato nonostante il ricorso della controparte emiliana che la riteneva illegittima.
La sentenza dei giudici, che in buona parte conferma il lodo, concede nella pratica la possibilità al Ccp locale di operare da solo e senza vincoli nella ricostruzione della frazione con appalti milionari; nello stesso tempo è stato dichiarato nullo dai giudici di appello un indennizzo a favore dei due consorzi non aquilani di ben 136 mila euro come invece aveva ritenuto l’arbitrato. La delibera del Consorzio costruttori di Paganica, infatti, era stata posta al vaglio di un lodo arbitrale che aveva rigettato tutte le domande, ma aveva accolto quella riguardante un ristoro valutato nel 3 per cento dei contratti di appalto e che erano stati stabiliti nella succitata somma di 136mila euro. Ma i giudici di appello (Barbara Del Bono, Mariangela Fuina e Augusta Massima Cucina) hanno annullato anche questa statuizione. Ora il consorzio è il solo a dover operare nel centro di Paganica e la delibera resta in piedi. L’avvocato Cacio ribadisce che il verdetto rappresenta un passo importante nella ricostruzione della frazione.

