Pagnoncelli descrive un’Italia ferma da 10 anni

Il sondaggista: scarsa propensione al cambiamento e alla progettualità per i giovani
SULMONA. Un sistema statico, poco propenso al cambiamento, alle riforme e alla progettualità rivolta alle giovani generazioni. Non ha sorpreso più di tanto gli studenti dell'istituto superiore Ovidio la fotografia dell’Italia scattata dal noto sondaggista Nando Pagnoncelli. Già amministratore delegato di Abacus, dal 2004 amministratore delegato e presidente di Ipsos Italia, il professionista – che collabora con diverse trasmissioni televisive e quotidiani nazionali – ha descritto un’Italia ripiegata su se stessa e ferma negli ultimi dieci anni. Tema del partecipato dibattito con gli studenti dell’Ovidio è stato «come sono cambiati gli italiani. Le responsabilità dei cittadini nella “costruzione” della città». L’incontro si inserisce nel ciclo di conferenze dal titolo “Classico-moderno. Cultura e istituzioni a confronto”, a cura del professore Oreste Tolone. Obiettivo della conferenza è stato quello di comprendere – sulla base di sondaggi e dati raccolti negli ultimi decenni – come sono cambiati gli italiani, che tipo di società hanno costruito, intorno a quali valori o principi. In particolare i sondaggi che Pagnoncelli ha illustrato ai ragazzi hanno evidenziato i meccanismi che hanno condotto l’Italia a divenire un sistema statico, poco propenso al cambiamento, con serie difficoltà a fare riforme e a progettare per le giovani generazioni. Il tutto restituendo una fotografia poco edificante dello stato attuale in cui versa il nostro paese e la nostra società. «L’Italia si caratterizza per la scarsa propensione al cambiamento», ha spiegato Pagnoncelli ai ragazzi, aiutandosi coi suoi grafici, «la poca motivazione per le riforme e la progettualità rivolta alle giovani generazioni». Soddisfatta la preside dell’istituto Caterina Fantauzzi. «Appuntamenti come questo arricchiscono la nostra scuola», ha detto introducendo l’evento. (f.p.)
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