PalaJapan, progetto da adeguare Così si punta al completamento

13 Giugno 2021

Il Comune affiderà l’incarico per modificare il piano del secondo lotto degli interventi a Centi Colella La struttura da mille posti al coperto fu in parte finanziata (4 milioni) dal governo giapponese

L’AQUILA. Piccolo passo in avanti per l’iter che dovrebbe portare al completamento dei lavori del cosiddetto PalaJapan (per il fatto che nel post sisma è stato in parte finanziato dal Giappone) che si trova nella zona di Centi Colella. Nei giorni scorsi, con una determina, è stato affidato l’incarico per «l’aggiornamento del progetto esecutivo del II lotto». A lavori conclusi L’Aquila potrebbe avere 1.000 posti al coperto per attività sportive, concerti, fiere e congressi. Il costo complessivo si aggira su oltre 10 milioni: quasi 4 li ha stanziati il governo giapponese, gli altri saranno finanziamenti statali.
LA STORIA. Nella determina si rifà la storia, lunga e piena di ostacoli, della realizzazione dell’opera che, non va dimenticato, avrà costi di gestione altissimi (come il polifunzionale di Paganica realizzato nel 1999 che ora sarà demolito per farci le scuole). Dopo la donazione giapponese, nel 2012, con delibera Cipe (la 135), furono stanziati a favore del Comune 2 milioni «per il completamento dei lavori relativi al Palasport di Centi Colella». Il 3 aprile 2014 il consiglio comunale approvò il progetto per la realizzazione del palazzetto e il permesso a costruire fu dato a giugno. A luglio 2014 partirono i lavori affidati alla società Jics ed eseguiti dalla “Costruzioni Gilardi spa-Stahlbau Pichler srl”. I lavori del I lotto (più meno quello che si vede oggi) si conclusero il 30 giugno 2017.
SECONDO LOTTO. Il secondo lotto sta avendo invece un percorso complicato. Sin dall’aprile 2016 l’architetto Massimo Moretti (che aveva curato anche il progetto del primo lotto) ebbe l’incarico di «aggiornare il progetto esecutivo relativo al II stralcio funzionale – con il fine di portare a compimento il Palasport in località Centi Colella – recependo le indicazioni e le prescrizioni espresse dai vari Enti in sede di rilascio del permesso a costruire. Prescrizioni riassumibili succintamente in: modifica della viabilità di accesso al centro sportivo, sistemazione dell’area esterna utilizzando materiali che garantiscano la permeabilità del terreno, progettazione dell’ampliamento dell’area a parcheggio, inserimento dei locali tecnici, adeguamento dei costi al prezzario regionale del 2016 e l’adeguamento degli impianti alla normativa vigente in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili». Aggiornato il progetto, venne fuori che il solo II lotto sarebbe costato 6 milioni, di cui 5 per lavori e uno a disposizione dell’amministrazione comunale. Il Cipe, con delibera 48 del 2016, stanziò 4 milioni (che si aggiungono ai due stanziati in precedenza). «I lavori finanziati», si legge nella determina, «consistono in opere impiantistiche, di finitura interna e sistemazioni varie, demandando al lotto successivo il completamento delle aree esterne e la realizzazione del parcheggio coperto con relativo impianto fotovoltaico». Cioè serviranno altri soldi. Un pozzo senza fondo. Fatti alcuni e lunghi passaggi tecnici si arriva alla Conferenza dei servizi fra i vari Enti coinvolti per dare finalmente il via libera al completamento. Ma «a seguito dei pareri espressi nella conferenza dei servizi, in particolare si rende necessario, apportare una variante architettonica ed impiantistica all’ubicazione del locale tecnico, alla viabilità interna e al sistema di smaltimento delle acque». Dunque il progetto va di nuovo adeguato. E si giunge a oggi.
NUOVO INCARICO. «Si ritiene necessario affidare un incarico per l’adeguamento del progetto alle prescrizioni della Conferenza dei servizi» è riportato nell’atto comunale «ai fini dell’aggiornamento del computo metrico estimativo sulla scorta del prezziario della Regione Abruzzo 2020 nonché per verificare la rispondenza dell’impiantistica per la prevenzione incendi alla vigente normativa sopravvenuta; si ritiene opportuno e vantaggioso per l’amministrazione che tale incarico sia affidato allo stesso progettista (l’architetto Massimo Moretti, ndr) che ha redatto il progetto esecutivo del II lotto, al fine di garantire la continuità e la qualità del progetto oltre che una maggiore rapidità di esecuzione in quanto a conoscenza delle criticità progettuali e di tutti gli aspetti dell’area, vista l’oggettiva complessità dell’opera da realizzare. Il professionista incaricato avrà l’obbligo di coordinarsi costantemente con il responsabile del procedimento e con i tecnici comunali e gli altri professionisti eventualmente incaricati dall’Ente in relazione all’intervento in oggetto, senza che ciò comporti alcun costo aggiuntivo a carico dell’Ente. Tale obbligo si intende riferito anche alla fase successiva alla consegna del progetto e fino all’approvazione da parte del Comune».
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