Palasport crollato, disposta una perizia

6 Aprile 2018

Introdacqua, dovrà chiarire eventuali responsabilità degli otto imputati nel cedimento della struttura

INTRODACQUA. Sarà un perito a spiegare le motivazioni del crollo del palazzetto dello sport di Introdacqua e a stabilire se chi l’ha realizzato ha avuto responsabilità nel cedimento della struttura. È stata un’udienza interlocutoria quella che ha visto sfilare ieri mattina davanti al gup, gli otto imputati tra cui l’ex sindaco Giuseppe Giammarco, quest’ultimo accusato di abuso d’ufficio per aver negato lo svolgimento di un consiglio comunale, richiesto dalla minoranza, per ricostruire la vicenda del crollo del palazzetto dello sport. Gli altri sette imputati sono: l’architetto progettista e direttore dei lavori, Gianni Giorgi, l’ingegnere capo del Comune, Pasqualino Susi, Giuseppe Verna, legale rappresentante della ditta subappaltatrice che ha eseguito i lavori sul tetto, Nicola Gabriele Di Cencio, direttore tecnico dei lavori e dei calcoli del tetto, Sergio Berardi, architetto collaudatore, Franco Masciulli, tecnico della Marrollo e Calogero Marrollo, amministratore unico della ditta appaltatrice ed esecutrice dei lavori al palasport. Per i sette la Procura ipotizza il disastro colposo in quanto a vario titolo ritenuti responsabili del crollo della struttura e in particolare nel cedimento che ha interessato il tetto. Degli otto imputati il solo Pasqualino Susi ha chiesto al giudice Giorgio Di Benedetto di poter definire la vicenda giudiziaria con il rito abbreviato. Il giudice ha ammesso la richiesta condizionandola però all’escussione del perito che sarà chiamato a relazionare sulla vicenda. L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 3 maggio proprio per il conferimento dell’incarico al perito del tribunale, l’ingegnere Savino L’Erario, il quale sarà chiamato a rispondere ai quesiti che il gup gli sottoporrà tenendo conto anche dei rilievi tecnici evidenziati ieri dalle difese degli imputati. (c.l.)
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