Palazzo a rischio in centro Sparirà il tunnel pedonale

27 Febbraio 2020

I lavori di messa in sicurezza dell’aggregato pericolante a cura del Consorzio L’assessore Taranta: «Definito il contenzioso, presto il rientro delle famiglie»

L’AQUILA. Alla fine ha prevalso il buonsenso. Tempo qualche mese (si spera prima dell’estate) il tunnel pedonale su corso Vittorio Emanuele, da alcuni detto “corso stretto”, realizzato per motivi la sicurezza dei pedoni sparirà. I lavori di messa in sicurezza dell’aggregato “Filomusi Guelfi” li farà il Consorzio privato e non più il Comune dell’Aquila, come sembrava in un primo momento. La relativa determina è stata pubblicata ieri mattina sull’albo pretorio e ne ha dato notizia con un comunicato stampa l’assessore all’Ambiente e protezione civile, Fabrizio Taranta.
L’ANNUNCIO. «Grazie alla pressione esercitata dall’amministrazione comunale e alla disponibilità del consorzio Filomusi Guelfi, che hanno permesso di mantenere aperto il dialogo volto alla risoluzione condivisa della questione, si è finalmente giunti a un accordo transattivo tra le parti, che consentirà prestissimo la definizione del contenzioso che si era venuto a creare e che ha messo a dura prova la resilienza dei residenti e degli esercenti della zona. Siamo riusciti a cogliere, finalmente, un importante risultato sia per i proprietari che per la città stessa, stabilendo di fatto un piano d’azione che mette d’accordo tutti e che prestissimo risolverà le problematiche che si sono venute a creare lungo il tratto di Corso, tra il civico 127 e 135 e via Cavalieri di Malta».
LA VICENDA. «Il Palazzo Filomusi-Guelfi», ricorda l’assessore, «giaceva in uno stato di pericolo per la pubblica incolumità a causa delle lesioni riportate (notate dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione post-sisma e non si ancora esattamente da chi provocate, ndr) tanto da indurre il Comune a ordinare al Consorzio di procedere alla redazione ed esecuzione del progetto di messa in sicurezza del palazzo in questione, da un lato e dall’altro e a procedere alla realizzazione di un’opera provvisionale per ridurre i rischi e permettere, comunque, il passaggio pedonale. Il Consorzio, per il tramite del proprio tecnico, nell’aprile 2019 aveva trasmesso al Comune il progetto per la messa in sicurezza, riferendo, tuttavia, l’impossibilità di darvi esecuzione per carenza di risorse economiche. Stante l’inadempienza del Consorzio, il Comune aveva dato incarico ad altro tecnico per la redazione di un nuovo progetto di messa in sicurezza della facciata del palazzo in questione. Successivamente l’amministrazione aveva approvato il progetto di fattibilità per l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza, redatto dal tecnico incaricato, con la previsione di una spesa di 280.000 euro che avrebbe consentito anche il ripristino della normale viabilità del tratto di Corso interessato».
I RICORSI. «Dopo un fallito ricorso al Tar – avverso l’ordinanza sindacale che chiedeva l’immediata messa in sicurezza dell’immobile – e dopo svariate interlocuzioni tra Comune e Consorzio e diverse sollecitazioni da parte dell’amministrazione», prosegue la nota, «il Consorzio comunicava di aver reperito le risorse per eseguire l’intervento di messa in sicurezza dell’intero immobile in luogo dell’intervento progettato dal tecnico incaricato dal Comune. Fino ad arrivare all’accordo convenuto. Si tratta, in definitiva», sottolinea ancora l’assessore Taranta, «di accogliere tale soluzione nella maniera più positiva possibile e soddisfacente da entrambe le parti, sia perché dà modo di anticipare la data di inizio e fine lavori, che non si fermeranno alla sola messa in sicurezza, agevolando così il rientro nelle proprie abitazioni alle famiglie interessate; sia perché in tal modo verranno annullati tutti i procedimenti legali pendenti; e sia perché l’amministrazione non si vedrà costretta ad anticipare cifre cospicue, di cui si stava facendo carico pur di provvedere alla salvaguardia dell’incolumità dei propri cittadini». (g.p.)
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