Palazzo Ardinghelli, c’è la fila per le visite

Successo delle giornate di apertura dello storico edificio che sarà sede del Museo nazionale delle arti del XXI secolo
L’AQUILA. Tutti pazzi...per il Maxxi. La due giorni di visite guidate a Palazzo Ardinghelli ha avuto un successo enorme. Anche ieri, rispettando le norme anticontagio, in tanti, aquilani e visitatori (molti hanno approfittato della concomitanza con la maratona musicale del Jazz) hanno preso d’assalto l’edificio restituito alla collettività sabato scorso. La due giorni di visite guidate è soltanto la prima tappa del progetto Maxxi L’Aquila, propedeutica all’apertura, il 30 ottobre, della sede distaccata, in città, del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma. Un pezzo di storia della città che torna a vivere e a interagire con il territorio. Un gioiello del Barocco aquilano che rinasce dopo un attento restauro e diventa polo della creatività contemporanea, laboratorio di futuro. «Un esempio ammirevole di collaborazione internazionale e interistituzionale», come ha ribadito l’ex ministro Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi. «Un contributo alla ricostruzione dopo il sisma del 2009, all’insegna della cultura».
Un progetto che ha visto Mibact e Fondazione Maxxi – di concerto con il Comune, la Regione e le istituzioni del territorio tra cui l’Università, il Gran Sasso Science Institute, l’Accademia di Belle Arti, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, il Teatro Stabile e altre ancora – impegnati insieme per un grande obiettivo: «contribuire al rilancio del territorio ferito dal sisma attraverso la cultura, recuperando con un sapiente restauro Palazzo Ardinghelli, il magnifico palazzo settecentesco devastato dal sisma, restituendolo alla suggestiva bellezza barocca dei suoi spazi luminosi, multiformi e avvolgenti, e offrendolo alla comunità come nuovo luogo collettivo, una piattaforma di creatività culturale, aperta, condivisa, al servizio della rinascita della città». Ora comincia l’allestimento delle sale.
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