“Palazzo bombardato”, è svolta Scelto il nuovo amministratore

4 Luglio 2023

Il tribunale risolve l’annosa questione del condominio di Fonte Preturo lungo via XX Settembre Tinari: «Finalmente c’è un interlocutore con cui cercare vie di uscita a una situazione complicata»

L’AQUILA. Chi sale verso il centro storico dell’Aquila, lungo via XX Settembre, non può non notare quello che ormai gli aquilani chiamano il “palazzo bombardato”, al secolo “condominio di Fonte Preturo”. Al di sotto, fino al limitare di via XX Settembre, sterpaglie, arbusti e alberi rigogliosi. L’immagine è di degrado e abbandono. La domanda che tutti si fanno è: ma perché dopo 14 anni quell’area è ancora ridotta così? La storia è complessa ed è un esempio negativo di un modello di ricostruzione che presenta molti buchi neri. Pochi giorni fa è stato finalmente messo un punto fermo nella vicenda dell’area nota anche come “ex Anas”. Il tribunale civile ha infatti nominato il nuovo amministratore del “condominio Fonte Preturo”. A dare la notizia è stato l’assessore alla Ricostruzione privata Roberto Tinari, che da tempo sta cercando una soluzione che ridia una casa agli inquilini (quelli rimasti) e dignità a una zona che doveva essere fra le prime a essere riqualificata (al pari di Santa Croce-Porta Barete che non è molto distante) tanto che, nel post-sisma, era stato messo a punto un faraonico progetto di cui man mano si sono perse le tracce.
LA NOMINA
«La nomina dell’amministratore di condominio da parte del Tribunale», dice l’assessore Tinari, «è positiva, perché da oggi avremo un interlocutore con cui interfacciarci e cercare le vie di uscita a una situazione oggettivamente complicata». Prima di capire come mai nella vicenda è intervenuto il Tribunale va detto che in quell’area non sarà ricostruita la sede dell’Anas (delocalizzata da tempo), pare che non sarà rifatto il palazzo Ater (che stava sul bordo di via XX Settembre) e quasi certamente non verrà ricostruito il palazzo lungo via Castiglione (svuotato di fatto grazie alla legge sulla casa equivalente). Per quanto riguarda il condominio Fonte Preturo – l’unico di cui si prevede con certezza la ricostruzione – va pure detto che sui 36 alloggi ante-sisma, 13 sono stati “scambiati” con case equivalenti e quindi sono ora del Comune, l’Ater che aveva all’interno tre alloggi non pare intenzionato a ricostruirli ma vorrebbe spostare altrove la volumetria, il resto sono di privati cittadini. Facendo due calcoli, attualmente il Comune possiede quasi metà del condominio Fonte Preturo anche se non ha la maggioranza nell’assemblea.
LA STORIA
Ma torniamo al perché a scegliere l’amministratore di “Fonte Preturo” è stato il Tribunale e non l’assemblea dei proprietari (Comune compreso). Una storia che ha dell’incredibile. Un paio di anni prima del terremoto due inquilini chiedono all’amministratore di poter fare dei piccoli lavori (sistemazione di un balcone e di alcuni infissi). La ditta esegue le opere e presenta una fattura di circa tremila euro. Nessuno paga e poi arriva il terremoto. L’impresa però non intende rinunciare a quei soldi e fa causa. Le cose vanno per le lunghe fino a quando, nel 2017, il Tribunale “ordina” a chi di competenza di pagare. E mette una clausola: ogni giorno di ritardo nel pagamento la cifra sale di 50 euro (a oggi oltre 100mila euro più interessi e quant’altro). Nel 2020 visto che nessuno ha pagato, il Tribunale revoca l’amministratore del condominio ma non ne nomina un altro per cui tutto resta “appeso”. La settimana scorsa, mentre si stava già discutendo se e quando convocare un’assemblea, a decidere per tutti è stato il Tribunale. Quindi ora un amministratore c’è. Non resta che trovare una via di uscita che chiuda questa brutta pagina della ricostruzione aquilana.
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