Palazzo della Curia, lavori finiti Ma la Cattedrale è ferma al palo

Pronti 15mila metri quadrati nell’aggregato edilizio di piazza Duomo, il più grande del centro storico Proprietari la Chiesa e alcuni privati. Tra le novità la casa per i preti anziani e il museo d’arte sacra
L’AQUILA. L’aggregato edilizio più grande della città, quello di Sant’Emidio, 15mila metri quadrati che si affacciano su piazza Duomo, a dodici anni dal terremoto, è ormai definitivamente concluso.
FINE LAVORI. A scrivere la parola “fine” sui lavori durati diversi anni, una determina del Comune dell’Aquila, firmata dal Rup (responsabile unico del procedimento), Roberta Guadagnoli, che approva il finanziamento di oltre 43 milioni di euro per le opere. L’atto amministrativo arriva dopo un controllo a campione sull’esecuzione dei lavori dello stesso aggregato, che comprende i palazzi Arduini e de Nardis, il palazzo arcivescovile, la sacrestia, la casa canonica, l’area museo, l’ex seminario, l’episcopio. L’obiettivo è tornare a far vivere gli storici edifici anche con progetti nuovi, come una Casa del clero, dedicata ai sacerdoti più anziani e un museo di arte sacra, con le opere più importanti appartenute agli edifici religiosi della città. All’interno dell’enorme struttura di proprietà della Curia dovrebbero tornare, inoltre, l’istituto superiore di Scienze religiose “Fides et ratio” (oggi nella zona Ovest), la biblioteca e l’archivio diocesani, gli uffici della Curia stessa. Un progetto ambizioso, che tuttavia rischia di essere “bloccato” ancora per anni: almeno fino a quando non saranno conclusi i lavori della cattedrale.
L’AGGREGATO. Il complesso di Sant’Emidio comprende tutti gli alloggi privati circostanti il Duomo, di proprietà per la gran parte della Curia arcivescovile e di altri privati. La commessa dell’aggregato 961 è stata affidata dal Consorzio di proprietari “Sant’Emidio” all’associazione temporanea di imprese composta da Costruzioni Iannini (capogruppo), Sac e Dp Restauri. I lavori si sono conclusi lo scorso dicembre, ma sono stati riconsegnati in questi mesi, dopo gli allacci e i collaudi.
LA DETERMINA. Con la determina del Comune dei giorni scorsi è stato approvato il quadro economico finale del contributo riconosciuto per oltre 43 milioni ed è stata disposta l’emissione del relativo mandato di pagamento. È stato, inoltre, riscontrato che i lavori sono iniziati e ultimati secondo normativa.
RIENTRO LONTANO. Il problema, adesso, resta la vicinanza con la cattedrale, ancora pericolante, che potrebbe impedire il rientro all’interno del complesso. La legge 125/2015, infatti, ha stabilito il passaggio di soggetto attuatore per le chiese dalle diocesi al ministero per i Beni culturali. Per il Duomo c’era già un progetto esecutivo per la riparazione, il consolidamento, il miglioramento sismico e il restauro, commissionato dalla Curia per un importo di circa 35 milioni, precedente al 2015 quando la competenza è passata definitivamente al ministero. Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza a giugno dell’anno scorso. Per il primo lotto di lavori sono stati stanziati 18 milioni (13 netti) che dovrebbero essere utilizzati prioritariamente per la copertura della cattedrale. I fondi sono sufficienti infatti solo per il primo lotto di lavori, per cui Invitalia affiancherà nella procedura il ministero, data la rilevanza dell’importo. Altri 17 milioni serviranno per ultimare i lavori. Risorse già richieste, ma non ancora finanziate. Il segretario regionale ai Beni culturali e responsabile unico del procedimento per il restauro e il risanamento della cattedrale, Nicola Macrì, a maggio scorso ha affidato l’incarico di verifica preventiva del progetto del primo lotto. Un atto necessario prima di poter espletare la gara d’appalto e iniziare le opere. L’obiettivo è avviare il cantiere entro l’anno. Ancora molto incerta, invece, è la data in cui le opere della cattedrale potranno terminare, data a cui è legato a doppio filo il rientro nelle strutture dell’aggregato Sant’Emidio.
LA CASA DEL CLERO. In gran parte, il restauro dell’aggregato ha avuto carattere conservativo, ma lo stesso cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi ha voluto la realizzazione di una struttura all’interno del palazzo episcopale che precedentemente non c’era: una casa di riposo per i sacerdoti più anziani. A dire la verità il progetto era già stato elaborato negli anni Settanta, ma mai realizzato. La modifica è stata finanziata a spese della stessa diocesi.
IL MUSEO. All’interno dei locali di proprietà della Curia ci sarà spazio anche per un museo di arte sacra. Al suo interno dovrebbero essere raccolte tutte le opere più preziose provenienti dagli edifici religiosi della città e del circondario, alcune delle quali oggi conservate all’interno del Munda (museo nazionale d’Abruzzo).
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