«Palazzo di giustizia senza parcheggi e bar»

29 Gennaio 2018

Francabandera (presidente Corte d’appello) sprona il Comune a provvedere L’avvocato Colagrande: di questo passo la città perderà uffici importanti

L’AQUILA. Il Comune ancora nel mirino per la mancata soluzione di vecchi problemi riguardanti l’edilizia giudiziaria.
Le bacchettate all’ente sono arrivate da parte della presidente della Corte d’appello, Fabrizia Ida Francabandera, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Si tratta di problemi che, ovviamente, vengono da lontano.
Nella relazione, pur evidenziando alcuni aspetti positivi come il ritorno della Corte nel palazzo di via XX Settembre oppure l’apertura di un Ufficio di pubbliche relazioni, evidenzia, sia pure pacatamente e con finalità di sprone, i problemi da affrontare subito.
«Non siamo riusciti», si legge nella relazione, «a risolvere le problematiche di maggior rilievo, entrambe insorte prima del terremoto e oggetto di controversie per le quali si confida dell’impegno della rinnovata amministrazione comunale: l’apertura del bar interno, al quale è riservato un ampio spazio, attualmente inutilizzato; quella del cosiddetto primo lotto, la piazza e il parcheggio sotterraneo che il Comune dell’Aquila si era impegnato a consegnare nel gennaio 2018 e che riveste grande importanza funzionale oltre che urbanistica in una zona di pregio della città».
«Un tema che dovrà essere ripreso», ha aggiunto, «è quello della creazione della cittadella giudiziaria intorno al palazzo di giustizia che possa consentire l’accorpamento dei tribunali subprovinciali, prorogato al 2020, in vista del quale sarebbero auspicabili certezze, in un senso o nell’altro, per programmare il lavoro che deve necessariamente precedere la concreta fattibilità dell’accorpamento e che solo potrebbe garantire il buon esito».
Su questa tematica interviene anche uno dei decani del Foro aquilano, Angelo Colagrande.
«Se tutti questi lavori non si fanno subito», commenta l’avvocato che si fa portavoce di tanti colleghi, «presto o tardi perderemo la Corte d’appello. Non è possibile, dato che qui arriva gente anche da fuori regione, che non si trovi un’area di sosta, visto che quella esistente è notoriamente troppo piccola. La mancanza di un bar, ormai sono anni, è insopportabile. Ci sono giorni in cui le udienze finiscono alle 20 e gli interessati, che il più delle volte sono anziani, non trovino un punto di riferimento per la ristorazione. E poi è assurdo che nella zona non si vendano marche da bollo. Si tratta di aspetti molto più rilevanti di quanto si creda».
«Esiste poi il problema», aggiunge, «che molti avvocati, ma anche utenti, siano costretti ad andare nei locali di Pile dove sono stati relegati gli ufficiali giudiziari che prima erano in via XX Settembre. Possibile che nelle nuove ale del tribunale, dove sono sempre stati, non ci sia uno spazio per loro? E poi manca un autobus di collegamento».
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